Gioco
Jazz festival al gran finale, sul palco Italia e Turchia
Rosella Fascetti
◗
La piazza della chiesa a Marciana Marina, accanto il gruppo Nafra2 MINUTI DI LETTURA
Volge al termine Mediterraneo Jazz Festival Elba 2010. Un edizione davvero internazionale che è riuscita a coinvolgere il grande pubblico trasformando non solo Marciana Marina ma tutto il versante occidentale dell'isola in uno straordinario palcoscenico musicale.
Stasera e domani gli ultimi venti in programma. In scena (questa sera a Marciana dalle 21,45) il concerto di Nafra, un intreccio di musiche maltesi ospitato nel suggestivo scenario delle fortezze. E sempre questa sera il concerto "On the way to Damascus" di Luigi Campoccia nella piazza della Chiesa a Marciana Marina (la replica domani a Marina di Campo): un intreccio tra cultura e lingua diverse tra Italia e Turchia. Ma andiamo per ordine. Nafra, che dopo il successo di ieri a Marciana Marina si sposta stasera alle Fortezze di Marciana alta, è un progetto che si propone di divulgare a livello internazionale il patrimonio musicale maltese. La musica di Nafra esplora i suoni di una terra che per millenni ha fatto da crocevia del Mediterraneo. Il gruppo è costituito da Ruben Zahra, strumenti tradizionali maltesi, Nadine Galea, violino, Iouri Charyguine, fisarmonica, Michael Galea, Batteria e Percussioni, Godfrey Mifsud, clarinetto basso. A chiudere la rassegna sarà invece lo stesso direttore artistico Luigi Campocc ia, pianista e cantante, protagonista del concerto "On the way to Damascus": esperimento musicale di contaminazione reale tra popoli di lingua e cultura diverse.
Italia e Turchia s'incontrano per dare vita ad un progetto interamente originale in cui la miscela, l'intreccio di storie, conoscenze e suoni sono la struttura portante di un sound profondamente coinvolgente. Il gruppo è così costituito: Daniele Malvisi, sax, Paolo Corsi, batteria, Rossano Gasperini, contrabbasso, Onder Focan chitarra, A.Senol Filiz, ney. «Sono molto soddisfatto del festival 2010 - dichiara Campoccia - è un progetto al quale abbiamo lavorato molto raggiungendo gli obbiettivi prefissati. Quest'anno sono arrivate persone da New York, Turchia, per me è stata una vera soddisfazione. Ma il punto debole della manifestazione è la mancanza di pochi volontari. Presentare manifestazioni su più località non è stato facile perché sono mancati i volontari, manca sul territorio una coscienza, una partecipazione appassionata». Campoccia già pensa alla prossima edizione. «Da settembre - conclude - andremo a cercare nuovi gruppi internazionali pensiamo, per il prossimo anno di coinvolgere la Turchia, ma non solo, la Spagna, il Marocco, il Portogallo e la Francia. Questo evento è un'opportunità per l'Elba e bisogna cercare di riunire le forze al fine di garantire dei benefici con il turismo.»
Stasera e domani gli ultimi venti in programma. In scena (questa sera a Marciana dalle 21,45) il concerto di Nafra, un intreccio di musiche maltesi ospitato nel suggestivo scenario delle fortezze. E sempre questa sera il concerto "On the way to Damascus" di Luigi Campoccia nella piazza della Chiesa a Marciana Marina (la replica domani a Marina di Campo): un intreccio tra cultura e lingua diverse tra Italia e Turchia. Ma andiamo per ordine. Nafra, che dopo il successo di ieri a Marciana Marina si sposta stasera alle Fortezze di Marciana alta, è un progetto che si propone di divulgare a livello internazionale il patrimonio musicale maltese. La musica di Nafra esplora i suoni di una terra che per millenni ha fatto da crocevia del Mediterraneo. Il gruppo è costituito da Ruben Zahra, strumenti tradizionali maltesi, Nadine Galea, violino, Iouri Charyguine, fisarmonica, Michael Galea, Batteria e Percussioni, Godfrey Mifsud, clarinetto basso. A chiudere la rassegna sarà invece lo stesso direttore artistico Luigi Campocc ia, pianista e cantante, protagonista del concerto "On the way to Damascus": esperimento musicale di contaminazione reale tra popoli di lingua e cultura diverse.
Italia e Turchia s'incontrano per dare vita ad un progetto interamente originale in cui la miscela, l'intreccio di storie, conoscenze e suoni sono la struttura portante di un sound profondamente coinvolgente. Il gruppo è così costituito: Daniele Malvisi, sax, Paolo Corsi, batteria, Rossano Gasperini, contrabbasso, Onder Focan chitarra, A.Senol Filiz, ney. «Sono molto soddisfatto del festival 2010 - dichiara Campoccia - è un progetto al quale abbiamo lavorato molto raggiungendo gli obbiettivi prefissati. Quest'anno sono arrivate persone da New York, Turchia, per me è stata una vera soddisfazione. Ma il punto debole della manifestazione è la mancanza di pochi volontari. Presentare manifestazioni su più località non è stato facile perché sono mancati i volontari, manca sul territorio una coscienza, una partecipazione appassionata». Campoccia già pensa alla prossima edizione. «Da settembre - conclude - andremo a cercare nuovi gruppi internazionali pensiamo, per il prossimo anno di coinvolgere la Turchia, ma non solo, la Spagna, il Marocco, il Portogallo e la Francia. Questo evento è un'opportunità per l'Elba e bisogna cercare di riunire le forze al fine di garantire dei benefici con il turismo.»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
