Il Tirreno

Proposte una serie di soluzioni contro la crisi idrica

Il Pd chiede maggiori controlli sui prelievi di ghiaia nel Cornia

Un tratto del fiume Cornia
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Un tratto del fiume Cornia

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 VENTURINA. Il circolo del Pd di Venturina ha avviato un'analisi sulle risorse idriche locali, a partire dallo stato del fiume Cornia.  Il primo passo da effettuare, per il Pd, è pianificare l'utilizzo delle acque potabili. «In primo luogo - si afferma - devono essere captate le acque superficiali e, solo in seconda battuta, quelle di falda». Basandosi su recenti analisi, il Pd ricorda che «l'acqua che scorre nel fiume Cornia, oltre ad avere buoni valori chimico-fisici, abbia quantità limitate di boro; questo fa in modo che l'acqua del Cornia possa essere resa facilmente potabile».  Rimangono i problemi legati all'andamento torrentizio del fiume. «Si può ottenere un migliore utilizzo delle sue acque con un sistema di equalizzazione - spiegano al Pd - che immagazzini una parte delle portate di massima e compensi le portate di magra. Questo polmone può essere rappresentato dall'invaso della Gera, che una volta ultimato permetterà lo stoccaggio di circa 500.000 metri cubi di acqua».  Un'altra azione suggerita dal Pd è quella di vigilare sul ravvenamento, ovvero la penetrazione delle acque superficiali nelle falde acquifere. «Per questo - si afferma - è opportuno che le imprese che lavorano inerti lungo il Cornia, non scarichino nel corso d'acqua i fanghi derivati dal lavaggio delle ghiaie: questa coltre di fango cementerebbe il letto del fiume ed ostacolerebbe il processo naturale di ravvenamento». Il Pd invita dunque le amministrazioni comunali «a verificare la regolarità delle attività in atto e chiede che tutti gli enti di controllo esercitino la massima vigilanza».

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di Redazione web