Gioco
L'ultima produzione di Scatizzi si ammira fino al 25 alla Torre
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Il pittore Sergio Scatizzi2 MINUTI DI LETTURA
Colore, luce, materia. La poesia del paesaggio che sprigiona dai quadri di Sergio Scatizzi può essere apprezzata nella bella cornice della Torre di San Vincenzo fino al 25 luglio. Scatizzi è uno dei grandi maestri della pittura italiana del 900. Nato a Gragnano (Lucca) nel 1918, si trasferisce giovanissimo a Roma, dove conosce Mafai e la Raphael. Negli anni'40 viaggia a Parigi e partecipa alla seconda guerra mondiale. In tale periodo conosce De Pisis, Morandi e Soffici. Realizza la prima personale a 31 anni e frequenta lo studio di Ottone Rosai. Si stabilisce a Firenze, e negli anni 50 le sue opere sono in mostra per tutta l'Italia. Negli anni 80 e 90 la sua produzione varca i confini nazionali. Scatizzi espone per l'ultima volta nel 2006 a Firenze, città in cui muore nel dicembre 2009 a 91 anni. «Scatizzi - dice il pittore Daniele Govi - si colloca nella grande tradizione pittorica toscana, che vede nel paesaggio e nel colore il luogo lirico privilegiato». Le opere in mostra sono frutto dell'attività degli ultimi anni di vita del pittore. La mostra di Scatizzi, primo di due grandi appuntamenti con la pittura - a Scatizzi seguirà infatti Ernesto Treccani - è stata ideata e promossa dall'assessorato alla cultura di San Vincenzo. È curata da Daniele Govi, con il coordinamento logistico di Tamara Mengozzi, l'allestimento della galleria d'arte Nozzoli, la collaborazione del Circolo Sciarada e della Collezione Rigoletto Violanti di Castelfiorentino. La si può visitare tutti i giorni dalle ore 21 alle 23. L'ingresso è gratuito.
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