Il Tirreno

I turisti ora arrivano a piedi

Valentina Landucci
Il presidente degli albergatori De Ferrari, sopra turisti sul traghetto
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Il presidente degli albergatori De Ferrari, sopra turisti sul traghetto

Vacanze mordi e fuggi e senza auto per risparmiare

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 PORTOFERRAIO. Sorpresa. Sui traghetti i turisti ci sono. Disertano le spiagge, non prenotano negli alberghi, non affittano le seconde case. Ma il dato relativo ai passeggeri trasportati sulle navi di linea il mese scorso è inequivocabile. A fronte dei 183mila 322 passeggeri sbarcati a Portoferraio nel giugno del 2009 quest'anno, nel solito periodo, ne sono arrivati 183mila 909, lo 0,3% in più.  Ovviamente non saranno tutti turisti. La cifra - fornita dalla Capitaneria di Porto - comprende pendolari, elbani e chiunque per motivi diversi dalla vacanza ha raggiunto l'isola. Ma il dato è comunque significativo e, per certi versi anomalo. Se infatti aumentano, se pur di poco, i passeggeri diminuiscono e nettamente i mezzi trasportati (meno 26%): contro i 66mila 925 camper, bus, auto e moto del 2009 quest'anno sono sbarcati 49mila 108 mezzi.  Ma cosa significa tutto questo a fronte dell'sos lanciato da enti locali e categorie economiche dell'Elba per il calo delle presenze di questo inizio stagione? Viene da chiedersi se l'allarme relativo al meno 25% dei vacanzieri, a sia fondato. O se magari all'Elba i turisti abbiano cominciato a venire a piedi, per risparmiare sui costi del traghetto. Purtroppo per l'economia locale gli enti e le categorie che denunciano la crisi del settore turistico hanno ragione. Quel che ne dicano i numeri sui traghetti i turisti sono in calo o comunque spendono meno: lo dimostrano gli incassi dei ristoranti e dei bar, lo confermano i numeri delle camere occupate negli alberghi «mediamente - spiega il presidente dell'associazione albergatori, Massimo De Ferrari - il 7% in meno rispetto allo scorso anno, anche se ci sono strutture nelle quali le presenze sono aumentate rispetto allo scorso anno». Dunque per i numeri registrati a bordo dei traghetti c'è solo una spiegazione: più gruppi organizzati - come confermano le agenzie turistiche che si occupano di questa fetta di mercato - e più pendolari delle vacanze che raggiungono l'isola senza l'auto. «Nel mese di giugno - spiega Stefano Anastasi, dell'omonima agenzia portoferraiese - i gruppi sono andati meglio dell'anno scorso. Bisognerebbe però capire, guardando i dati dei traghetti, che tipo di bigliettazione hanno fatto le persone trasportate: sono rimaste solo per un giorno? Hanno prenotato in albergo? Perché è sotto gli occhi di tutti che sulle spiagge e nei paesi non ci sia affollamento di turisti». Una sensazione confermata anche dall'andamento non certo brillante per alberghi, residence e affitti «in evidente flessione - spiega il titolare dell'agenzia Il Genio del Bosco, Marino Garfagnoli - nei mesi di maggio e giugno anche se complessivamente raggiungiamo i livelli dello scorso anno. Si è notevolmente ridotto il periodo delle vacanze che a mala pena raggiunge la settimana intera». Per Garfagnoli è indispensabile avviare una riflessione serie sul perché della situazione e sulle prospettive del turismo elbano. «Semplificando al massimo - spiega - potremmo attribuire le responsabilità alla concorrenza di altri mercati, alla congiuntura economica e il problema, indubbiamente concreto, dei costi maggiori per raggiungere l'Elba rispetto ad altre località. Ma c'è anche un problema di servizi resi al turista e di rapporto tra qualità e prezzo non all'altezza delle aspettative. Mi riferisco al decoro, le strade, il verde la cui manutenzione, a vantaggio dell'immagine e dell'accoglienza, sarebbe indubbiamente migliore se fosse unitaria».

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