Il Tirreno

Edificazioni a San Giovanni contestate dai gruppi di minoranza

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 SAN VINCENZO. La delibera è stata approvata con i soli voti della maggioranza. Ma sul caso delle edificazioni in zona San Giovanni le minoranze non vogliono mollare. La vicenda nasce con il piano strutturale del 2000, che prevedeva il recupero di 2mila mq di costruzioni esistenti con un incremento del 30%, a patto che le edificazioni fossero realizzate dal privato entro 3 anni. Nel 2003 l'amministrazione concede al privato quel 30% di incentivo, e conferma la concessione nel 2006. Adesso il privato chiede ufficialmente che il Comune gli tolga quel 30%. In questi 10 anni, il Forum di centrosinistra ha presentato sul caso 2 esposti alla Procura della Repubblica.  «Nel mese di marzo - dice Bertini - quell'operazione è stata considerata illegittima dalla stessa amministrazione. Nel 2010 si rimedia all'errore del volume, ma ci si scorda che il 30% di incentivo è scaduto nel 2003. L'amministrazione avrebbe potuto far costruire 3.400 mq nell'area mediante una variante al piano. Non l'ha fatto. L'atto del privato - sostiene - potrebbe passare alla storia: chiede al Comune di ridurre le edificazioni da 2.700 a 2.000 mq, sebbene nessuno vieti di costruire di meno. Non si è certi della legittimità di un titolo urbanistico, e si è costretti a misure estreme».  Davide Lera, capogruppo di "San Vincenzo per tutti", afferma: «Quando mai un proprietario, con una delibera che gli dà diritto a costruire un tot di mq, non solo vi rinuncia, ma addirittura pretende che il Comune lo attesti con un'apposita delibera? È chiaro che è un atto determinato dalla diffidenza del privato nei confronti della delibera precedente. La gestione del tutto da parte del Comune è stata disastrosa, ed oggi c'è chi deve rinunciare alle proprie aspettative e ai propri diritti».

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