Il dolore
Nessuna responsabilità per i danni dellalluvione del 2002
Assolta l'architetto Coltelli
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PORTOFERRAIO. Il tribunale di Livorno ha assolto Elisabetta Coltelli, presidente dell'ordine degli architetti, dalle accuse di omissione di atti di ufficio e falso per la mancata esecuzione di un'ordinanza del Comune sulla ripulitura e ricalibratura del fosso della Madonnina. Il processo si è concluso ieri davanti al collegio composto dal presidente Antonio Del Forno, giudici a latere Ottavio Mosti e Antonio Zucconi, con la pubblica accusa affidata al pm Antonella Tenerani e le difese agli avvocati Grassi e Libone per l'architetto Coltelli, e all'avvocato Calvani per il Comune, mentre la parte civile era rappresentata dall'avvocato Agostinelli. La vicenda nasce dalla denuncia della signora Elena Andreani, che nel 2002 ebbe la casa devastata da un'alluvione e che l'anno successivo si batté inutilmente perché venisse ripulito il fosso da piante, cespugli e ponticelli che ostacolavano il deflusso delle acque. Sulla cosa intervenne un'ordinanza del Comune che imponeva ai frontisti di ripulire l'alveo, ma la cosa non venne eseguita, neanche in surroga da parte del Comune. Responsabile dell'ufficio era appunto Coltelli, che venne denunciata. Ieri l'ultima udienza. Il pm, ritenendo che il comportamento della Coltelli non avesse le caratteristiche del dolo, anche di fronte ad un'ordinanza poco chiara, ha chiesto l'assoluzione, come i legali dell'imputata e del Comune. La parte civile invece ha chiesto un risarcimento di danni di 168mila euro. Alla fine la sentenza che ha assolto Coltelli.
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