Il Tirreno

Il pirata della strada preso in Piemonte

Baldo Puccini
I carabinieri intervenuti sul luogo dell’incidente in cui ha perso la vita Dilia Zambelli
◗
I carabinieri intervenuti sul luogo dell’incidente in cui ha perso la vita Dilia Zambelli

Aveva travolto e ucciso una turista a Procchio, denunciato per omicidio colposo

3 MINUTI DI LETTURA





 PORTOFERRAIO. Una fuga durata dieci ore. Dall'Elba in Piemonte per cercare di raggiungere Serravalle di Sesia, che aveva lasciato per raggiungere l'isola per un periodo di prova come apprendista cuoco in un ristorante di Procchio. Come se niente fosse, sperando di farla franca. Era ancora alla guida della sua auto, quando è stato rintracciato dai carabinieri.  Quell'auto con la quale, una manciata di ore prima, aveva travolto e ucciso, sulle strisce pedonali a Procchio, Dilia Zambelli, 80 anni di Castelnuovo Magra, in vacanza all'Elba con la famiglia.  Forse aveva ancora negli occhi i fotogrammi dell'incidente, quando con la sua Jeep Cherokee aveva falciato sulle strada l'anziana castelnovese che andava al mare in compagnia della figlia, Fiorella, alla nipotina e al genero. Immagini che doveva avere ben impresse nella mente, dal momento che era perfino, una mezz'ora dopo, ripassato dalla zona, quando ancora c'erano i rilievi in corso.  Stava scappando dall'Elba, ma era ritornato nella sua abitazione provvisoria di Campo nell'Elba, per portare via le ultime cose prima di prendere il traghetto delle 11,40.  Un'indagine certosina, quella portata avanti dagli uomini della Compagnia dei carabinieri dell'Elba. Un'indagine certosina fatta di riscontri attraverso l'utilizzo di filmati di telecamere e che ha avuto una svolta decisiva nella prontezza di spirito di una quarantenne campese che aveva memorizzato lo strano comportamento di quel guidatore di un suv nero che tentava di sorpassarla, che si accostava continuamente alla sua auto, che gesticolava in continuazione e che aveva la parte anteriore del mezzo danneggiata. Quando nel pomeriggio ha saputo dell'incidente mortale di Procchio ha chiamato i carabinieri fornendo anche indicazioni sul numero della targa. Un ulteriore e decisivo tassello per gli uomini di Emiliano Zatelli e Luca Acquotti che ha completato il puzle che già si stava delineando. Quello legato al mezzo, un suv nero appunto e rilevato dalla telecamere di alcune attività poste lungo il percorso Procchio-Portoferraio, alla presenza, nella zona, di un lavoratore stagionale che aveva un'auto con quelle caratteristiche. Alla fine il nome e il volto del pirata della strada; un lavoratore stagionale di 46 anni, residente a Serravalle Scrivia, con una lunga sfilza di precedenti penali, sia pure di piccolo cabotaggio alle spalle. Si è presentato ai carabinieri di Borgosesia intorno alle 21 di lunedì. Era stato rintracciato, telefonicamente, dai carabinieri elbani e che, con molta astuzia lo avevano invitato a presentarsi, urgentemente, alla più vicina stazione dei carabinieri per alcune questioni familiari. Niente cenno all'incidente. L'uomo, forse proprio per evitare collegamenti con l'Elba, si è presentato dai carabinieri di Borgosesia. Alla fine ha ammesso la sua responsabilità. É stato denunciato a piede libero per omicidio colposo collegato a omissione di soccorso e fuga dall'incidente. Non è finito subito in carcere perchè hanno giocato a suo favore due circostanze: i tempi limite alla flagranza di reato e la collaborazione, successiva, con gli investigatori.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa