Attenzione
«Il secondo posto lo dedico ai piombinesi»
Francesca Lenzi
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La scrittrice Silvia Avallone Strega sfumato sul filo di lana, ma la Avallone si consola con le vendite
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PIOMBINO. 133 a 129. Solo 4 voti hanno separato Silvia Avallone dal Premio Strega. Entrata nella cinquina finale da favorita sembrava dovesse trovare nel regista Paolo Sorrentino il rivale più accreditato. A batterla sul filo di lana è stato Antonio Pennacchi col suo "Canale Mussolini" (Mondadori, casa editrice per la quarta volta consecutiva vincente). Nella splendida cornice del Ninfeo di Villa Giulia una gara avvincente, dal risultato incerto sino alla fine, con un'emozionatissima Silvia Avallone che ha vissuto da protagonista anche l'ultimo capitolo dell'esperienza. «Sono contentissima - dice la giovane scrittrice - Negli ultimi 5 mesi l'apprezzamento dei lettori è stata la cosa più bella. L'avventura dello Strega è stata una circostanza più grande di me. E partecipare a una finale simile è stato magnifico». Si coglie solo un tono sereno e grato nella voce di Silvia Avallone, come se realmente non l'avesse toccata neppure una punta di delusione per la mancata vittoria: «Mi dispiace soprattutto per gli altri - spiega l'autrice - per coloro che hanno lavorato con me ad "Acciaio" (edito da Rizzoli), e per i lettori e gli amici che ci hanno creduto sino in fondo. Per quanto mi riguarda, anche in una prospettiva futura, penso sia stato meglio non vincere. Sarebbe forse stata una responsabilità troppo forte, e io voglio continuare a scrivere molto altro. L'avventura in ogni caso non finisce qui». Come darle torto? Quando l'abbiamo sentita stava per partire per la Sardegna, ospite del festival letterario di Gavoi, mentre nei giorni successivi andrà a ritirare i premi per la narrativa di Fregene e di Flaiano. La sconfitta dello Strega non toglie nulla al momento magico che sta vivendo la giovanissima scrittrice biellese-piombinese, il cui romanzo è ormai giunto alla 17ª edizione, occupando il nono posto nella classifica assoluta dei libri più venduti in Italia. Inoltre; recentissima la notizia di un altro paese che ha acquistato i diritti di "Acciaio": il Giappone. Piombino, in tutto questo, quanto e come vi entra? Ricordiamo che la città, si è letteralmente divisa tra coloro che hanno apprezzato il romanzo e quanti lo hanno criticato, accusandolo di fornire un'immagine distorta della città nella quale è appunto ambientata la storia narrativa. «Ho collocato "Acciaio" a Piombino sia per una scelta di ambientazione che per l'amore che ho nei confronti della città - spiega la Avallone - In questo senso, se fosse possibile dedicare il secondo posto del premio Strega, lo darei senza dubbio alla fabbrica e a tutti i piombinesi che mi hanno voluto bene, e che hanno considerato il libro come un romanzo, e non per quello che non è. Aver incuriosito su Piombino tanti lettori e aver potuto parlare della fabbrica, senza implicazioni ideologiche, è per me motivo di orgoglio».
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