Il Tirreno

Riconoscimento all’architetto per il progetto di risparmio energetico in un hotel

Premio ecoefficienza a Panichi

Paolo Federighi
L’architetto Alessandro Panichi
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L’architetto Alessandro Panichi

«In Italia sulle fonti rinnovabili siamo però ancora indietro»

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 SAN VINCENZO. Da 30 anni studia e lavora nel campo delle energie rinnovabili, e insegna tecniche e controllo ambientale alla facoltà di architettura dell'Università di Firenze. L'architetto Alessandro Panichi, 56 anni, piombinese di nascita e sanvincenzino di adozione, parla dell'ultimo importante riconoscimento ottenuto, il "Premio Toscana ecoefficienza", grazie ad un intervento di riqualificazione all'hotel Stella Marina di San Vincenzo. Il premio valorizza le realizzazioni migliori nel campo del giusto uso dell'energia.  Che tipo di intervento è stato svolto all'hotel?  «È un intervento di riqualificazione che ho realizzato in collaborazione con gli ingegneri Dario Rossi e Riccardo Tognarini, e che è stato inserito in un manuale sull'edilizia edito da Hoepli. I proprietari dell'hotel hanno creduto nel progetto e vi hanno investito guardando al futuro. Abbiamo tolto i climatizzatori, fonti di spreco inutile, lavorando sul sistema di gestione dell'energia. I costi sono diminuiti del 10% e si è guadagnato in comfort».  Qual è la situazione delle energie rinnovabili in Italia?  «È triste. Noi, che abbiamo il sole, dobbiamo comprare i pannelli solari in Germania. Un paradosso. Dobbiamo riappropriarci del territorio e delle sue condizioni ambientali. Non possiamo sopperire a tutto con l'uso di altre energie, appoggiandoci ad altre nazioni o facendo scelte sbagliate come il nucleare, che non è un'energia rinnovabile. Stiamo perdendo grandi menti, come Rubbia, ora in Spagna a fare ricerche sulle energie rinnovabili; questo è stupido. La Germania è riuscita a incentivare l'impianto fotovoltaico singolo fino a zero spese, e oggi tutte le costruzioni ne sono tappezzate. In Italia non vi è coscienza sociale rispetto alle fonti di energia rinnovabile. Il punto fondamentale è la riqualificazione energetica. Ma senza coscienza da parte del cittadino, il problema è enorme. Oggi si possono migliorare il comfort e i consumi della propria abitazione».  In Val di Cornia in che situazione ci troviamo?  «Non c'è mai stata una politica di miglior utilizzo delle risorse rispetto alle caratteristiche del luogo. Non si è capito un concetto fondamentale: che la fonte rinnovabile funziona quando è locale, nel sistema di autoproduzione. E' inutile piazzare pannelli qua e là. A maggiore distanza fra produttore e consumatore corrisponde maggiore perdita, squilibrio fra produzione e consumo. È per questo che oggi si sta studiando il sistema di produzione a partire dal consumatore. Il maggior consumo energetico in questa zona avviene d'estate, ed è dovuto soprattutto ai climatizzatori. Vi sono metodi efficaci per sostituirli, risparmiando e migliorando il comfort. È ciò che abbiamo fatto all'hotel Stella Marina. È per ignoranza che non si investe in energie rinnovabili. Io, nel mio piccolo, sto cercando di mettere a disposizione di tutti le mie conoscenze».

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