Finanza
Leroina sarebbe stata nascosta per coinvolgere lex moglie e ottenere laffidamento del figlio
Droga nell'auto per un complotto
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Un controllo sulle strade da parte dei carabinieri La donna finì nei guai a maggio, ora arrestati un operaio e un complice
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MARINA DI CAMPO. Eroina nascosta a bella posta per farla pagare alla ex moglie e ad un pregiudicato precedentemente coinvolto in procedimenti giudiziari. Una torbida macchinazione, secondo i carabinieri, quella architettata da due campesi, un operaio trentacinquenne e un cuoco trentenne che sono finiti in manette. C'è voluta una paziente ricostruzione investigativa da parte dei carabinieri della stazione di Campo nell'Elba per scoprire quello che appare come un complotto e individuare i presunti autori. Tutto parte l'8 maggio quando una trentenne di Campo, incensurata, viene scoperta da una pattuglia dell'Arma con 20 grammi di eroina nascosti nel cerchione di una ruota della sua auto; quantità ben oltre i limiti consentiti dalla legge per uso personale. La donna fu sottoposta a misure cautelari. Dopo dieci giorni un'altra scoperta analoga. In un annesso di proprietà di un pregiudicato, i carabinieri trovano 84,5 grammi di eroina. Situazioni diverse, ma in cui venivano riscontrate le stesse modalità di confezionamento e di qualità della sostanza, cosa che faceva presupporre una provenienza comune. Non semplici coincidenze, per i carabinieri, ma riscontri oggettivi che hanno portato a pensare a una volontà di incastrare la donna e il ragazzo scoperti a maggio con l'eroina. Una precisa volontà messa in atto, secondo l'accusa, da un operaio, ex marito della donna trovata con la droga. L'uomo avrebbe voluto screditare la ex moglie nel quadro di una separazione difficile e con un bambino affidato alla madre. Fatto che non sarebbe stato gradito dall'uomo padre che ha cercato di far incriminare l'ex moglie per possesso di stupefacenti. Per attuare il suo piano, secondo i carabinieri, l'operaio campese si era rivolto a un suo amico che avrebbe procurato l'eroina e avrebbe anche colto l'occasione per una sua vendetta personale nei confronti di un ragazzo coinvolto in comuni procedimenti giudiziari. I due presunti complici sono stati arrestati con le accuse di calunnia con l'aggravante di motivi abietti in concorso e con continuazione, e acquisizione e detenzione di stupefacenti. Gli investigatori ritengono di essere andati oltre le apparenze di casi apparentemente slegati tra loro, che a prima vista potevano rientrare nella normale casistica di detenzione e spaccio di stupefacenti; casi in cui le persone coinvolte proclamavano però la loro totale estraneità. Poi la scoperta del presunto complotto a danno dei due. «Un risultato che conferma come la polizia giudiziaria debba sempre approfondire oltre ogni limite - ha affermato il comandante della Compagnia dei carabinieri di Portoferraio, Emiliano Zatelli - concordante o meno con l'ipotesi iniziale. Deve essere fatta una corretta e precisa valutazione degli elementi di cui entriamo in possesso. E in questo caso siamo giunti ai veri autori dei reati».
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