Sicurezza
Chiude il museo temporaneo del Cotone
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Due momenti delle iniziative che si sono svolte al Cotone durante la permanenza del museo-container Raccolte in due mesi le memorie e le immagini del quartiere
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PIOMBINO. Il museo temporaneo degli abitanti - conosciuto da tutti come il container giallo - ha terminato il suo compito e domani, dalle 17 in poi, nella piazza del Cotone gli abitanti del quartiere Cotone e Poggetto festeggiano la riuscita del progetto. Due mesi per raccogliere le memorie di un quartiere attraverso la raccolta di fotografie e racconti. Al container sono state realizzate interviste e organizzati incontri ed attività per far vivere la nuova piazza e creare momenti di incontro tra cittadini vecchi e nuovi: le attività con i bambini, la proiezione di film, la tombola in piazza, e altre ancora. Tutto è iniziato con la riqualificazione realizzata con i finanziamenti ministeriali del Contratto di quartiere 2 che, in corso dal 2006, hanno permesso di rendere più dignitosa una parte della città che è sempre stata considerata un po' il fanalino di coda pur essendo la porta di accesso. Chi è passato dal Cotone in quest'ultimo periodo ha trovato un luogo diverso, rinnovato. L'essere tagliato fuori da tutto è, secondo molti abitanti, uno dei problemi del quartiere che fino agli anni'70 ospitava oltre 60 esercizi commerciali tra macellerie, barbieri, latterie, alimentari, falegnamerie, mercerie, etc, e che adesso ha così pochi negozi che si contano sulle dita di una mano. Anche Silvia Avallone, nel suo romanzo Acciaio, ha citato il Cotone associandolo a quei concetti ormai stereotipati di quartiere desolato, sporco e polveroso: "Il Cotone, il quartiere dell'acciaio. Nudo come una tomba. Non una panetteria, un alimentari, un'edicola.... Lo spolverino prodotto dal carbone te lo sentivi entrare nei polmoni, appiccicarsi addosso, annerire la pelle". Il container è stato una scommessa e gli abitanti del quartiere l'hanno accolta e nei due mesi di permanenza hanno portato oltre 400 fotografie che rappresentano momenti privati e pubblici della vita della comunità del Cotone-Poggetto a partire dagli anni Venti del Novecento. Il museo temporaneo è stato visitato da circa 150 persone provenienti per lo più dal quartiere, o che nel quartiere erano nate o avevano vissuto in passato e che, pur risiedendo oggi a Piombino, sono venute per guardare le foto esposte. Tutti i giorni, comunque è stata registrata la presenza di una media di circa 10 visitatori, di cui circa 2-3 erano visitatori nuovi. Quattro o cinque abitanti del Cotone hanno eletto il container a vero e proprio punto di incontro quotidiano e altre 15-20 persone l'hanno visitato almeno una volta la settimana per vedere il materiale che via via veniva affisso. Di tutti coloro che si sono recati al museo-container circa 30 persone hanno contribuito attivamente alla costruzione del museo temporaneo del quartiere portando fotografie e lasciandosi intervistare. Domani si festeggia. Dalle 17 saranno esposte fotografie del quartiere di Benedetta Falugi, suonerà la banda cittadina "Galantara" di Piombino e interverranno il sindaco Gianni Anselmi, Massimo Morisi garante della comunicazione della Regione e Barbara Imbergamo di Sociolab, società che sta curando l'organizzazione e la gestione del percorso partecipativo "Piombino Città Futura". Seguirà una cena di quartiere dove ognuno porterà qualcosa da condividere. Benedetta Falugi è una fotografa di Follonica che ha origini cotonesi, la sua famiglia paterna viene da questo quartiere e quando era piccola lo ha frequentato molto. Dovendo svolgere un reportage per un corso di specializzazione in fotografia ha scelto di calarsi in questo contesto perché attratta da questo luogo pieno di contrasti e dalle persone che lo abitano ancora legate dai valori di solidarietà e di condivisione, come una volta. «Sono stata accolta e coinvolta da luoghi e persone in un' esperienza molto emozionante per me che spero di riuscire a trasmettere attraverso i miei scatti», dice Benedetta che ha partecipato attivamente ad alcune attività organizzate nel corso dei due mesi di permanenza del container giallo e anche per questo ha accettato di esporre alcune delle fotografie del suo reportage sul Cotone alla festa di domani, ma sottolinea che ha deciso di prolungare il suo lavoro ancora per tutto il 2010.
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