Il lutto
Da oggi a Fosso alle Canne le opere dellartista piombinese
Con la sirena e lo squalo tutte le sculture di Salvadori
Melisanda Massei Autunnali
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La sirena scolpita da Salvadori sempre visibile in spiaggia 2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. La sirena, lo squalo e altri menhir vigilano su una cala bellissima, Fosso alle canne (si raggiunge a piedi o in bici). Le opere sono di Enrico Salvadori e molti lo conoscono perché da anni "cura" il percorso e la spiaggia; ora, però, proprio qui ha deciso di esporre molte sue sculture. Salvadori, piombinese, 68 anni, da quando è andato in pensione da macchinista alle Acciaierie nel 1991 si è dedicato all'arte, alla scultura in legno e alla natura. In spiaggia, ma anche in giro per il mondo. Scolpire il legno come un 'esigenza, spesso senza altro fine rispetto a un dono da farne agli altri. È il cuore della storia di Salvadori, che dal 1991, cioè da quando per la prima volta si è avvicinato a legno e a scalpello ha aperto la strada a una passione inconscia e, nello stesso tempo, a un'avventura straordinaria. Dunque, a partire da oggi, le sue sculture saranno protagonista di un'originale esposizione allestita - come detto - a Fosso alle Canne: inaugurazione alle 17. Nei giorni successivi, fino al 20 agosto, sarà possibile visitarla dalle 9 alle 11 e dalle 15 alle 18. L'appuntamento è organizzatp col patrocinio dell'assessorato alla cultura. Il titolo è "Arte e natura". «Il contatto con la natura è una fondamentale per la mia scultura - spiega Salvadori - e tutte le mie opere sono realizzate rigorosamente in legno: più in particolare in legno duro». Non tutti questi legni fanno parte della nostra tradizione: Salvadori ha viaggiato moltissimo per avere la possibilità di lavorare con materiali sempre nuovi. I suoi viaggi non durano mai meno di due mesi: nei posti in cui si reca, talvolta assieme alla moglie Marcella, l'artista trova subito la possibilità di mostrare le sue doti e di produrre, quindi, delle sculture che offre alle popolazioni locali in cambio di vitto e alloggio. Per questo non parte mai dall'Italia senza almeno 40 dei suoi 110 scalpelli: al resto provvede un ammirevole bagaglio linguistico, che gli permette di esprimersi almeno in cinque idiomi. «Sono stato in Thailandia - dice - a Cuba, in Nuova Zelanda, in Cile, in Senegal: tutti paesi caldi e poveri. Solo qui riesco a sentirmi a mio agio sono sempre stato accolto in modo straordinario. Solo a Cuba, a causa dell'embargo, ho dovuto provvedere a tutte le spese».
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