Il Tirreno

Lungomare Marconi

Annette Leemann   (Campiglia)

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Lungomare Marconi in abbandono  Come ogni anno, interpretando i malumori degli abitanti, mi appresto a segnalare quanto ormai e diventata una chimera e cioè tenere lungomare Marconi con una minima decenza e non lasciarlo, specie in qualche zona, degradare nel modo in cui chiunque può vedere. I vicini giardini sono ben puliti e rasati specie quelli adiacenti a ville o case private ma passeggiando possiamo trovare erbacce che spuntano in ogni luogo (fin sopra il box della fermata del bus). Addirittura sul marciapiede una buca preclude il passaggio di invalidi su carrozzina ormai da 3 o 4 anni ed è stato inutile segnalare e risegnalare. Non succede proprio nulla. Il box della fermata del bus (che ormai si può considerare, visto lo stato, da terzo mondo) continua ad essere maleodorante per il mangime lasciato sotto la panchina per alimentare la comunità felina e favorisce le continue incursioni di gabbiani.  Da anni ormai personalmente segnalo le scorribande di scooter, moto, auto sul lungomare magari suggerendo di porre dissuasori o rialzare i passaggi pedonali: nulla. Una scusa per l'altra per non intervenire; forse dobbiamo attendere qualche incidente gravissimo, peraltro già capitato, come sul viale Unità d'Italia, per prendere seri provvedimenti. Molto utile invece il nostro viale è per il transito delle grosse barche per il porto dove in qualunque momento si rischia di essere scaraventati a terra se non ti fai in disparte velocemente per farli passare. La nostra Città ha anche una periferia, la nostra, tra l'altro considerata residenziale (per pagare più tasse) ma di fatto di serie B in quanto le risorse finanziarie del Comune vengono destinate ad altre zone centrali. Adriano Della Schiava (Piombino) Questa città diventata estranea  Da Piombino, città che ho radicata nel cuore, che da sempre ha dato e continua a dare lavoro e pane alla mia famiglia, dopo che i miei bisnonni l'hanno costruita, i miei nonni rimessa in sesto dopo la guerra, e dopo che via via ognuno di noi ha posato il suo mattone per tenerla in piedi, negli ultimi tempi mi sento tradito.  Sono nato 47 anni fa in questa amata cittadina, da famiglia proletaria, giocando per la strada, dove tutti ci conoscevamo ed era come una famiglia. Sono sempre stato favorevole all'Europa unita e alle convivenze di diverse culture, sin dai tempi delle scuole medie, combattendo contro ogni forma di razzismo e facendo ogni tipo di beneficenza, nei limiti delle mie possibilità.  Adesso la città che mi ha dato i natali non è più mia, non è più di chi ha posato la prima pietra, di chi ha pagato tanto denaro per mantenerla e svilupparla, ma di questa miriade di forestieri che sono venuti in massa con l'apertura di queste benedette frontiere.  E' qui che già sento gli echi che urlano "blasfemo", "razzista" e via di seguito. E qui allora urlo anch'io, dopo aver assistito alle polemiche sulle canzoni di Natale da abolire per rispetto alle altre credenze, e dopo aver visto crocifissi staccati dal muro. Chi sono i razzisti, noi che abbiamo accolto tutti a braccia aperte, o chi ha osato pretendere l'abolizione di riti e abitudini così importanti ostentando sempre i propri? Siamo noi razzisti o loro che vivono e lavorano qui in case popolari praticamente gratis e poi se i loro figli si innamorano dei nostri figli italiani li picchiano a sangue? Dicendo questo sottolineo proprio il fatto della casa popolare che a mia figlia non spetterà mai perché sempre esima in graduatoria rispetto a chi viene da un altro paese, con decine di bocche da sfamare. Ed intanto noi paghiamo, per la nostra casa e per loro. Nel frattempo la delinquenza dilaga, il bullismo nelle scuole, atti di vandalismo tutte le sere e la sensazione di non poter più mettere piede in certe vie. A volte smarrito, mi guardo intorno, e mi sembra di vivere uno di quei sogni in cui in casa mia non ci trovavo i miei genitori ma dei perfetti sconosciuti, e dovunque andassi trovavo altre persone, sconosciute. E l'angoscia mi assale. Leonardo Chicca (Piombino) Viale Unità d'Italia come un autodromo  Prendo atto della situazione di viabilità che si è creata con le ultime ristrutturazioni. Assisto quotidianamente alle gare di velocità che la corsia di sorpasso ha favorito da Fiorentina sino alle porte di Piombino. Sfrecciano camion, pulman, auto e moto che niente hanno a che vedere col limite di velocità di 50 km/h che i cartelli rammentano. Invito e sollecito chi di competenza, ad attuare sistemi o procedure atte ad evitare tragiche conseguenze. Ricordo che stiamo aspettando come tutti gli anni l'esodo vacanziero per l'Elba con i suddetti pericoli che aumenteranno a dismisura. Franco Fantauzzi (Piombino) Laghetti di Tufaia senza pubblicità  Grazie alla lista civica Comune dei cittadini e alla polemica sul regolamento urbanistico ho scoperto una perla nascosta: i laghetti di Tufaia. Dico "perla nascosta" perché da 37 anni che vengo a Campiglia come turista e non conoscevo questi laghetti che sono una meraviglia. Nessuna pubblicità, né sui depliant per i turisti, né su Internet. Ho fatto la ricerca "laghetti di tufaia" su Google. Risultato: 7 siti appena ne parlano, e fra questi c'è quello di Comune dei Cittadini e Patrimonio Sos che ha ripreso il suo comunicato.  Per di più, a Venturina non c'è neanche un cartello che li segnali, questi laghetti. Per trovarli, ho dovuto chiedere a qualcuno dove si trovavano. Ho pensato a un'altra cosa: i laghetti avranno sicuramente un ruolo importante per la fauna acquatica come lo hanno tutte le zone umide. Secondo me, tutte queste costruzioni la metteranno in pericolo.

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