Sicurezza
ALLITC EINAUDI
Con i documenti del Seicento si racconta la peste a Piombino
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Allincontro la 4ª A, la 5ª, la 2ª B e la 4ª Igea 2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Quando studiare la storia è andare oltre il manuale, "viverla" come materia di ricerca o come esperienza. Questi gli argomenti della lezione-incontro ieri mattina nella sala della biblioteca all'Itc Einaudi. Momento di studio che il dirigente scolastico Fabrizio Martinolli ha salutato con orgoglio: «Tra i nostri obiettivi - ha detto - quello di evitare che gli studenti vengano a scuola annoiati. Così si dimostra com'è importante la loro partecipazione attiva». All'ordine del giorno lo studio su «La peste: flagello dell'età preindustriale (1626- '36)» di Andrea Celeste D'Archi, Lisa Bellucci e Stefania Cuccu (con loro la docente Simonetta Tagliaferri). Poi le riflessioni sul pellegrinaggio a Mauthausen (Aurora Bertaccini, Serena Brogioni, Matteo Bonaguidi, la professoressa Mirta Marinari e Mauro Ferri dell'Arci). «Al di là dei manuali pure per la storia sono necessarie esperienze - è intervenuto Ovidio Dell'Omodarme, assessore alla cultura - come questa di fare ricerche autonome sulle fonti, costruire e conoscere. Un grande evento come la peste è stato trasferito a Piombino perché in scala locale si viveva come nel resto d'Europa. L'Archivio storico è pronto a dare massima collaborazione alle scuole. Altro punto di forza di questo tipo di lavoro - ha aggiunto - è acquisire conoscenze diventando soggetti attivi, come hanno fatto gli allievi a Mauthausen e ora sentono il bisogno di raccontare lo strazio conosciuto per non dimenticare». «L'obiettivo è conservare e valorizzare la nostra vasta documentazione - ha confermato Marisa Giachi, responsabile dell'Archivio storico - perché qui è possibile fare ricerche direttamente sulle fonti più antiche, dal 1441». C.C.
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