Il Tirreno

BULLISMO

Cambiare il rapporto con i ragazzi

Fabio Pratesi   (Piombino)

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Il deplorevole episodio di bullismo verificatosi all'uscita della scuola media Guardi impone una severa presa di coscienza. Quello che mi ha maggiormente sorpreso sono state le dichiarazioni di Maurizio Grassi. Non credo che, arrivati a questo punto, ci sia più concesso di dire: "Ci stiamo interrogando per capire cosa sia successo"; oppure: "E' un episodio grave che impone una riflessione"; o "L'episodio è un fulmine a ciel sereno". Sabato scorso il preside, in occasione della presentazione di un filmato realizzato da una classe della media, aveva puntualizzato le differenze fra la scuola di vecchio stampo e la scuola di oggi così aperta e disponibile nei confronti dei ragazzi. Ma non è da quella scuola che sono usciti uomini come Berlinguer, Pasolini, come decine di altri personaggi col loro patrimonio di idee, principi, valori sempre più difficili da reperire nella società attuale? Non è forse da quel tipo di scuola impostata sul rigore, sul senso del dovere, sull'impegno, sul rispetto dell'insegnante che si formavano cittadini in grado di realizzare un tipo di convivenza in cui non avevano spazio episodi come quello di questi giorni?  La trasformazione del rapporto con i bambini e i ragazzi investe la scuola ma anche e soprattutto la famiglia. Come pediatra sono quotidianamente spettatore di comportamenti tesi esclusivamente a gratificare i bambini; non devono sostenere alcun sacrificio; l'obiettivo principale è farli star bene momento per momento; c'è sempre qualcuno che spiana la strada; qualcuno sempre disposto a porsi al loro servizio. Quando, e capita sempre più di rado, un insegnante un po' più coraggioso prova a rimproverare qualcuno o a infliggere pur blande punizioni, succede il finimondo quando non si arriva alla denuncia. Il bambino ha sempre ragione e tutto deve essere concesso a prescindere dai comportamenti. Nell'ambito della famiglia non si richiede al figlio nessuna collaborazione, non si pretende alcun tipo di impegno e il rispetto per i genitori, gli anziani sembra un optional. Il danno più grosso è che vengono a mancare le condizioni per una reale autostima e per un positivo sviluppo del senso di responsabilità.  Non c'è bisogno di porci troppe domande. E' accaduto questo episodio; ne accadranno altri. Non è più il tempo di ricercare le cause ma di modificare il rapporto con i ragazzi per il loro bene e per quello della società.

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