Il dolore
Spariscono altre 78 imprese
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Uno dei tanti negozi che hanno chiuso i battenti Duro colpo all'economia della Val di Cornia
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PIOMBINO. Dall'ultimo trimestre del 2008 ai primi tre mesi di quest'anno le imprese attive della Val di Cornia sono calate di 78 unità. A dirlo è il Centro studi statistici della Camera di Commercio di Livorno che, in questi giorni, ha fornito i primi dati economici del 2010. Ad oggi le imprese attive sono 5.076, agli inizi del 2009 erano 5.116 ed alla fine del 2008 5.154. La crisi economica produce una contrazione dei consumi delle famiglie, che fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese. E se non ci sono i consumi le ditte chiudono i battenti. All'interno dell'area provinciale, le imprese attive della Val di Cornia sono diminuite dello 0,8%. Lo stesso risultato negativo lo ha fatto registrare anche la Val di Cecina, mentre l'Arcipelago si è assestato soltanto ad un meno 0,3%. Al contrario, l'area provinciale ha l'unico segno positivo degno di nota: un timido più 0,1%. «Queste percentuali - spiegano dal Centro studi statistici di Livorno - sono il risultato di un 2009 nel quale il sistema imprenditoriale, nel suo complesso, ha attraversato un periodo di stasi, se non di depressione: non solo il numero di cessazioni è risultato superiore a quello delle iscrizioni, ma entrambe le serie hanno evidenziato valori assoluti largamente inferiori a quelli del 2008». Vediamo ora la situazione nei vari comuni. Partiamo da Campiglia, dove il saldo tra iscrizioni e chiusure d'imprese si ferma ad un meno 7. Un anno fa la situazione era molto peggiore, con un saldo negativo di 20 imprese. Sotto questo profilo, le ditte che lavorano in questo territorio stanno recuperando competitività sui mercati, con buoni risultati anche sulla tenuta dell'occupazione. A Piombino la situazione dall'inizio del 2009 ad oggi è mutata solo in parte: allo stato attuale il saldo tra iscrizioni e cessazioni è di meno 39 ditte; dodici mesi fa il saldo negativo era di 37 imprese: la crisi economica c'è ancora ma il mondo imprenditoriale sembra resistere di fronte alle difficoltà. A San Vincenzo, invece, la situazione da un anno all'altro si aggravata: ad oggi il saldo tra iscrizioni e cessazioni è di meno 15 ditte che si sono perdute per sempre. Agli inizi del primo trimestre 2009 il saldo negativo era solo di 7 imprese. Nei piccoli comuni collinari si registra un trend positivo: a Suvereto, il saldo tra iscrizioni e chiusure è in positivo per 2 unità, mentre a Sassetta il saldo è fermo allo zero. Resta ora da vedere se, nel prossimo trimestre, le imprese che lavorano in Val di Cornia riusciranno a recuperare un po' della loro competitività. K.G.
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