Il Tirreno

L’agitazione delle imprese del settore rischia di mettere in grave difficoltà il funzionamento del porto

Autotrasporti in crisi: troppi abusivi

Camionisti bloccano la 398 durante uno degli ultimi scioperi
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Camionisti bloccano la 398 durante uno degli ultimi scioperi

Denuncia della Cna-Fita: «I costi superano i ricavi del 25 per cento»

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 PIOMBINO. Si prevedono giorni difficili nei porti di Piombino e Livorno a causa della crisi che sta penalizzando il settore dell'autotrasporto. «Le imprese - sostiene Dario Talini, coordinatore della Cna-Fita - hanno costi che salgono senza sosta e tariffe che calano inesorabilmente». Una posizioni condivisa anche da Anita e Fai.  «Non ce la facciamo più, non ci sono più le condizioni per poter mandare avanti le imprese, con la dignità che è dovuta a questa parola, in un mondo così privo di regole vere e praticabili», aggiunge Talini, che annuncia l'avvio di una serie di incontri tra il mondo del trasporto e la committenza per cercare di diffondere una sensibilità maggiore verso la qualità del servizio e della sicurezza, avanzando la richiesta di un riequilibrio delle tariffe.  «Sono ormai almeno tre anni - spiega infatti Talini - che i costi per le imprese del settore superano i ricavi di un buon 25-28% e questo vuol dire che quasi le totalità delle imprese del settore si trova con bilanci che non stanno più in piedi. Veder sparire tutti i giorni imprese sane con anni di storia e cultura del settore non è dovuto ad una diminuzione di offerta, ma solo a un cambiamento da un contesto di evidenza imprenditoriale ad uno di imprenditorialità abusiva e al di fuori di ogni regola».  «Contributi non pagati per il personale viaggiante e mancato versamento dell'Iva sono - secondo il coordinatore della Cna-Fita - due degli aspetti più caratterizzanti di evasione diffusa che si stanno impadronendo di una sempre più nutrita schiera di aziende provenienti da fuori Italia ma anche del nostro paese».  Ed eccoli di dati dell'associazione. I primi mesi di questo 2010 hanno visto un incremento dei costi rispetto al 2009 del 18% dovuto al costo del carburante, dell'assicurazione, dei pedaggi autostradali, e al rinnovo del contratto di lavoro. A fronte di questo nell'arco di questi mesi le tariffe riconosciute dalla committenza per i servizi di trasporto su gomma sono diminuite in senso generale di circa l'11%.  Basta mettere insieme questi elementi per capire cosa si stia muovendo all'interno della categoria. «Dove possono stare la qualità del servizio, la sicurezza stradale e sui luoghi di lavoro, il rispetto delle norme e della legalità con queste condizioni?», chiede Talini. «Se è vero, che l'82% della merce viene trasportata su gomma e nei prossimi anni questo valore crescerà, crediamo valga la pena di iniziare a pensare seriamente come far crescere anche tutto il contesto che si muove intorno a questa categoria. Bisogna smettere di alimentare tutti quei soggetti che nella filiera del settore stanno solo con ruolo speculativo, le agenzie di intermediazione in primo luogo».  La Cna sollecita quindi l'impegno di grandi imprese, spedizionieri e compagnie di navigazione. «Gli autotrasportatori - conclude Talini -. non vogliono pagare sacrifici che altri non vogliono accettare».

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