Finanza
Tbc a scuola, esplode la protesta
Luca Centini
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Il complesso scolastico sanvincenzino e il sindaco Michele Biagi mentre tenta di riportare la calma durante lanimato incontro con lAsl Tensione alla riunione tra i genitori e l'Asl: «Diteci finalmente cos'è successo»
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SAN VINCENZO. «Ci dica cos'è successo, io l'ho saputo solo dalle voci». Un intervento brusco sommerso da un applauso fragoroso, proprio mentre la direttrice sanitaria Asl Rosa La Mantia aveva iniziato il suo intervento. Una platea di 200 persone, per lo più composta da genitori preoccupati, era presente ieri alla riunione convocata dall'Asl, dopo la scoperta di sei casi di tubercolosi. Ad essersi ammalati due adulti e quattro bambini appartenenti alla stessa famiglia di stranieri, da tempo residenti a San Vincenzo. Due di loro frequentano le scuole. «Nessun allarme». Era questa la parola d'ordine dell'incontro convocato da Asl, a cui hanno preso parte anche il sindaco di San Vincenzo, Michele Biagi, il vicesindaco Fabio Camerini e il dirigente dell'ufficio scolastico del Comune Viviana Tei, oltre ai docenti e al preside Daniela Toninelli. Per l'Asl c'erano la direttrice sanitaria Rosa La Mantia, il direttore del dipartimento prevenzione Marco Battaglini, il responsabile del settore igiene Alessandro Barbieri e la dottoressa Anna Faraci, per la pediatria territoriale. Le rassicurazioni dell'Asl, che ha ribadito il basso rischio di contagio, pur disponendo un esteso piano di accertamenti tra i bambini delle scuole, non hanno dato subito l'effetto sperato. I primi momenti della riunione sono stati quanto meno movimentati. «Siamo qui per capire - ha gridato una mamma - ma si tratta dei nostri figli e per forza siamo agitati». Due i motivi della rabbia, da qualche giorno tenuta a freno dai genitori ma esplosa ieri in assemblea. Diversi genitori, soprattutto quelli dei bimbi delle elementari, hanno protestato per non essere stati informati direttamente dalla scuola dell'incontro di ieri. La riposta è arrivata dal preside Daniela Toninelli: «Abbiamo seguito le direttive dell'Asl, l'incontro di oggi era solo per le materne e la classe delle elementari direttamente coinvolta». Ma a preoccupare di più la platea delle mamme è lo spauracchio della malattia e i relativi rischi per i propri figli. Questo perché uno dei piccoli contagiati, fuori dalla cerchia dei familiari più stretti, è stato identificato come positivo alla tubercolosi alcuni giorni più tardi rispetto agli altri. Nel frattempo, prima del ricovero al Mayer di Firenze, ha continuato a frequentare la scuola. Tanto basta per generare le ansie e i sospetti dei genitori che hanno fatto il terzo grado ai dirigenti Asl e, in modo poco simpatico, alla mamma del piccolo ammalato al termine della riunione. E quando una delle mamme ha sbottato, chiedendo di lasciar parlare i dirigenti Asl, per poco non si è scatenato il putiferio. Battaglini ha spiegato come l'Asl sia venuta a conoscenza del primo caso positivo alla tbc, le azioni cautelative disposte dall'azienda e le caratteristiche della malattia. Quando però il dirigente ha illustrato il piano di accertamenti per i bambini delle scuole, gli animi si sono scaldati. «Non ci fate un favore», ha detto una mamma. Altre hanno incalzato Battaglini chiedendo controlli immediati, ricevendo come risposta che «per un controllo attendibile occorre aspettare per prassi almeno 6-8 settimane». E quando i genitori sono stati informati della decisione di sottoporre i bambini delle materne e di quelli della seconda elementare a una radiografia al torace, i genitori si sono ancor più scaldati, tanto che il sindaco Biagi è stato costretto a fare da mediatore, tentando di coordinare le domande e le richieste di intervento. Con il passare dei minuti poi il clima si è rasserenato. «Ho preso malissimo la notizia - ha spiegato la mamma di un bimbo della materna - in questi casi l'ansia è naturale, ma con i controlli seremo tutti più tranquilli. Spero che l'Asl gestisca bene la situazione».
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