Sicurezza
Festa amarcord per i 50 anni dell'Iti
Gianni Gorini
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Ledificio del 1923 che ha accolto nel 1958 la prima sede staccata dellIstituto tecnico industriale. Negli anni del boom economico la scuola diventa una risorsa fondamentale per leconomia locale. A sinistra i futuri periti meccanici si cimentano con le prime macchine a controllo digitale. A destra giovani allievi in visita alla mostra di foto storiche che ieri hanno commosso i più anziani che si sono ritrovati dopo molti anni grazie alla festa dei 50 anni Aneddoti, vecchie foto e commozione nell'incontro tra generazioni di ex allievi
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PIOMBINO. L'Istituto tecnico industriale Pacinotti ha festeggiato i cinquant'anni della sua fondazione. Alla festa al palazzetto dello sport di via Ferrer hanno partecipato molti ex professori e allievi. Il significato dell'evento è stato ricordato dal preside Mario Bernardini, dal sindaco Gianni Anselmi e dall'assessore provinciale al lavoro Ringo Anselmi. E' stata un'occasione anche per ritrovarsi e per ricordare in una giornata che ha visto in programma tante iniziative. I ricordi hanno caratterizzato tutti gli incontri. Molte volte - ne siamo stati testimoni - ci si è trovati di fronte il compagno di classe o di corso tornati per l'occasione a Piombino riconosciuto anche con capelli e fisico cambiato. Non sono mancate le occasioni amarcord, per tornare indietro negli anni. Dal primo preside Gristina condiviso con l'Iti di Livorno, seguito poi da Mario Torlai, De Maio, di nuovo Torlai, D'Erry, ancora Gristina (ma il figlio). Poi Wilfrido Augusti. Li ricorda Alberto Volpini, preside storico per 25 anni dal 1974 al 1999, dal 1966 insegnante di fisica. «Troppi ricordi, oggi si accumulano. Mi ha fatto piacere - commenta - vedere ex studenti allora ragazzi oggi con i capelli bianchi ma ancora legati all'Iti. Vuol dire che la scuola ha lasciato una traccia profonda. Ha funzionato bene non solo per una specifica professionalità ma anche come formazione di base. Tanti gli studenti ora medici, archietti, avvocati, archeologi. Un caro ricordo poi a chi purtroppo non è qui con noi. Altra voce quella di Renzo Cellini, dal 1961 al 1996 impiegato, responsabile dei magazzini, per tutti il factotum, indispensabile però nella vita dell'Iti. «Molta emozione nel rivedere ragazzi di allora certamente cambiati, capelli bianchi. Qualche volta il nome non me lo sono ricordato ma il volto sì. Ho visto passarne tanti. Molti hanno ricoperto in incarichi importanti». Uno di loro è Aldo Soldi, presidente nazionale delle Coop. «C'è anche un po' di commozione nei miei ricordi. Ho incontrato compagni che non vedevo da tempo. Una bellissima cosa abbracciarci e ricordare. Sono venuto apposta a Piombino per questa festa. Non mi sono sentito di mancare». Dalle voci dirette di questi tre testimoni di un Iti del passato ecco venire a galla nomi di studenti oggi impegnati in ruoli importanti. Molti lavorano e vivono a Piombino e nel territorio. Ma un lungo elenco di personaggi lontani nasce dalla loro memoria collettiva. Tra gli ingegneri Gianni Fornaro (responsabile acquisti nell'area asiatica, lavora a Shangai), Marco Beni (Ferrari, oggi Otomelara), Alessandro Volpini (designer alla Ducato), Naldo Raul (progettista alla Magneti Marelli a Modena, ora a Torino), Andrea Landi (Maserati, ora Torosso), Graziano Santini (responsabile risorse umani maison Gucci), Valentina Bianchetti (progettista alla Tekint), Michele Tosi (telecomunicazioni a Firenze), Alessio Giorgini (ambiente, varie esperienze in Europa, rugbista in serie A con il Barcellona), Massimo Salvini (responsabile di un'azienda d'impianti oleodinamici). Poi Stefano Azzalin (responsabile legale della Conad), Sauro Gelici (archeologo, insegna all'Università di Venezia), Rossano Pazzagli (ex sindaco Suvereto, insegna storia contemporanea all'Università del Molise).
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