Il Tirreno

Sale la rabbia degli operai T&T rimasti senza lavoro

Sale la rabbia degli operai T&T rimasti senza lavoro

«Al posto nostro assumono i pensionati». Gabrielli: le imprese sono sempre più in crisi

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PIOMBINO. Ancora acque agitate alla T&T, la ditta a cui non è stato rinnovato l'appalto per le manutenzioni al Tmp e al Tve. Dei 54 dipendenti solo una ventina sono stati riassorbiti da altre ditte, gli altri restano in cassa integrazione, garantita fino a novembre. Ieri un gruppo di lavoratori ha protestato vivacemente, alla nostra redazione e poi alla Fiom: «Un'altra azienda ha assunto un po' di gente dei nostri - dicono - poi ha sostenuto che non aveva altre possibilità, mentre ci risulta che ha preso altre persone, anche pensionati come consulenti. E noi, intanto stiamo a casa. Non è giusto, non ce la facciamo più». Minacciano azioni clamorose, i 750 euro di cig per pochi mesi non possono bastare né essere una garanzia per chi lavora onestamente e con professionalità da anni, e deve mantenere una famiglia.

«Purtroppo la situazione è questa - ammette Luciano Gabrielli, segretario provinciale della Fiom - Del resto sono ancora dipendenti della T&T, una ditta che sostiene di voler restare ancora sul mercato per partecipare ad altre gare di appalto. Quindi per andare in un'altra ditta dovrebbero licenziarsi, ma devo dire che anche i loro colleghi che se ne sono andati hanno trovato solo posti a tempo determinato, 3-4 mesi al massimo. Questa è la gravissima situazione delle imprese - dice Gabrielli - ce ne sono parecchie che non ce la fanno più. Per i lavoratori della T&T e per quelli di altre imprese ci saranno occasioni con le fermate estive, ma dopo l'estate il futuro è assolutamente incerto».

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di Redazione web