Il Tirreno

LA SCHEDA

Ogni anno 500 malati, ora serve più attenzione

Gian Ugo Berti

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 PIOMBINO. Cinquecento nuovi casi di tubercolosi all'anno in Italia (oltre 30 nella nostra Usl all'anno), col 46% che tocca soggetti extracomunitari.  Sono comunque le condizioni in cui vivono prima dell'arrivo ad alimentare prevalentemente la diffusione. Si tratta, spesso, di persone con ridotta carica difensiva immunologica e quindi a maggiore esposizione infettiva.  Da noi, la storia di questa malattia era da tempo sotto il livello di guardia anche per la valida rete dei dispensari antitubercolari. Tanti e continui, radicali cambiamenti sociali hanno invece fatto realizzare, ormai da tempo, la casistica ed oggi la Tbc torna a destare grossa attenzione.  È un malattia a trasmissione aerea a scarsa contagiosità e quindi difficile da contrarre.  Buona parte della popolazione viene tuttavia a contatto col bacillo tubercolare in molte occasioni nel corso della vita, senza per questo ammalarsi, ma riportando soltanto un segno di infezione che viene rilevato con l'esecuzione di una specifica indagine (Mantoux).  È un test cutaneo che serve a verificare se è avvenuto il contatto con il microrganismo, una eventuale sua positività non necessariamente comporta uno stato di malattia.

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