Il Tirreno

Ritardi e polemiche per Blu Navy

Valentina Landucci
Ritardi e polemiche per Blu Navy

Partenza a ostacoli, prezzi sconosciuti e flop alla cerimonia di esordio

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 PORTOFERRAIO. La Primrose entra il porto alle 20 e 15. Pochi metri alla banchina del molo Massimo: inizia la manovra di accosto, di poppa, perché la pancia della nave è troppo grande e diventa difficile attraccare di prua. Dieci, venti, trenta minuti. Il traghetto riesce ad aprire il portellone. Il garage è grande, ospita fino a 350 auto. Di soppiatto esce un signore dall'aria distinta in completo grigio. Scappa con un biglietto di Toremar in mano. E' Luigi Negri, presidente della holding genovese Finsea. Non ha tempo né per i giornalisti né per le decine di rappresentanti delle istituzioni in attesa da oltre due ore di parlare con lui, di conoscere finalmente l'armatore della terza compagnia, quella che promette di fare la differenza, in termini di prezzi e servizi, sul mercato dei trasporti elbani. Peccato. Sarà per un'altra volta, magari per quando i tempi di accosto, imparate le manovre, saranno più celeri.  Partenza a ostacoli. L'esordio di Blu Navy a Portoferraio, ieri sera, non è stato dei migliori. Colpa della lunga attesa. Colpa anche delle difficoltà nell'accosto e del colpo secco che, a un certo punto, arriva dai cavi in trazione agganciati alle bitte. Ma ci sarà tempo di migliorare le manovre. Anche perché i collegamenti, che avrebbero dovuto cominciare stamani come annunciato dall'azienda, non partiranno. Non ancora almeno. «Si tratta di completare i controlli a bordo - spiega il nuovo l'amministratore delegato di Blu Navy, Giulio Schenone - ma è questione di ore».  La società. E' Schenone ad accogliere stampa, politici e rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni a bordo del Primrose. Al suo fianco c'è Antonio Tortora, ormai ex armatore della compagnia che ha partecipato alla procedura dell'Autorità portuale e ottenuto gli slot liberi sulla tratta Piombino-Elba. Per motivi personali, come lui stesso spiega, la sua avventura con i traghetti finisce prima di cominciare «ma lascio tutto - afferma - in ottime mani». Quelle di Finsea che ora controlla al 100% Blu Navy. Un'operazione effettuata tramite la società Bct, compartecipata da Finsea di Negri e I.L. Investimenti dello stesso Schenone, il quale, oltre ad essere per metà elbano (la mamma è originaria di Marciana Marina) già da tempo, tramite l'agenzia marittima Medov, lavora con le crociere all'Elba.  I servizi. L'amministratore delegato non nega qualche difficoltà nella partenza ma promette: «vogliamo fare bene». Ed è per questo che la società afferma di non essere in corsa anche per l'acquisto di Toremar, un'impresa forse troppo grande, almeno in questa fase, nonostante la solidità economica del gruppo. La strategia, insomma, è quella di fare un passo alla volta. Ed è innegabile che il grande traghetto presto in servizio su Portoferraio (e dalla metà di giugno anche su Cavo) una ventata di novità la porterà. Interni eleganti, enorme garage, 25 cabine per chi vuole pernottare a bordo prima della partenza delle 5.15 del mattino da Piombino, prezzi scontati per i residenti ma anche per i nativi elbani. Temi interessanti, che fanno ben sperare e che giustificano la fiducia dell'associazione albergatori elbana nell'operazione, attesa ora alla prova dei fatti. Le biglietterie, come conferma Schenone, ci sono (in calata Italia a Portoferraio e al secondo piano della stazione marittima a Piombino). Il sito internet (www.blunavytraghetti) per le prenotazioni on line sarà presto operativo «e i prezzi - continua Schenone - saranno concorrenziali» anche se per il momento non è dato di conoscere le cifre. Inoltre, nonostante l'attuale tabella oraria per il periodo clou della stagione - cioè luglio e agosto - preveda solo 3 delle 4 coppie di corse annunciate, la compagnia non mancherà di integrare il servizio «chiedendo - conclude l'amministratore delegato - una corsa straordinaria».

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