Sicurezza
Nuova discarica, primo ok dal ministero
Intese sull'impianto Asiu e sulla bonifica di Città Futura
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PIOMBINO Passo in avanti al ministero dell'Ambiente per l'ampliamento della discarica dell'Asiu e per la bonifica di Città Futura. All'incontro romano erano presenti nei giorni scorsi il sindaco Anselmi, il presidente dell'Asiu Murzi e i rappresentanti della Lucchini, che cederà il terreno dove sorgerà l'impianto. In realtà quella dell'Asiu non sarà una semplice discarica, ma una struttura complessa dalla quale l'azienda conta, oltre che a ridurre i rifiuti, di produrre anche energia elettrica attraverso il biogas. Il ministero aveva chiesto all'Asiu una serie di integrazioni al progetto di messa in sicurezza dei terreni. «Abbiamo risposto verbalmente ad una quindicina di richiesta di precisazioni - dice Murzi - di cui i tecnici del ministero si sono dichiarati soddisfatti. Stiamo in questi giorni preparando i documenti da inviare». Quella del nuovo impianto è una corsa contro il tempo. La sua realizzazione dovrà infatti avvenire nel giro due anni e mezzo, quando si prevede l'esaurimento dell'attuale discarica. Il percorso concordato con il ministero dovrebbe consentire di rispettare i tempi e l'Asiu ha intanto affidato la progettazione dell'impianto e si appresta a mettere in gara anche il projet-finacing. Sciolti anche gli ultimi nodi per il progetto di bonifica di Città Futura. «Abbiamo concertato con il ministero un percorso - dice il sindaco Anselmi - che ci dovrebbe mettere in condizioni entro l'anno di appaltare i lavori». L'area è ancora occupata però dalla Lucchini. «Abbiamo un tavolo aperto - dice il sindaco - è l'azienda sta dando la sua piena collaborazione». Secondo gli attuali calcoli, il lavoro costeranno circa 12 milioni di euro. Soldi che il Comune ha già in cassa. Più vicina sembra anche la bonifica delle aree ex Irfird, per le quali il Comune sembra giunto ad un accordo sul prezzo d'acquisto. «Non sono aree molto inquinate - sostiene il sindaco - e prevediamo che il costo delle bonifiche non superi un milione di euro. Le procedure per noi saranno poi più facili, poiché non abbiamo l'obbligo di partecipare al Mise per la messa in sicurezza complessiva delle aree industriali». (g.p.)
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