Il Tirreno

Campiglia. Il Comune, col dirigente dell’ufficio urbanistica, replica alle accuse sul regolamento

«Solo poche case di edilizia sociale»

«Solo poche case di edilizia sociale»

Da Grassi l'invito a leggere bene norme e numeri del documento

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 CAMPIGLIA. Il regolamento urbanistico adottato un paio di settimane fa dal consiglio comunale campigliese è «un lavoro di alto profilo qualitativo» e sono dunque affrettati e superficiali i giudizi negativi espressi soprattutto dalla lista civica di minoranza. L'amministrazione comunale replica così alle accuse e affida la sua replica ad Alessandro Grassi, coordinatore dell'Ufficio urbanistica.  Previsti oltre 300 alloggi di edilizia sociale, è stata una delle critiche mosse dalla lista civica. «La previsione di una quota così rilevante di edilizia sociale, tutta a carico dei privati - dice Grassi - sarebbe stata una cosa di cui andare fieri, sia per la classe politica dirigente sia per la tecnocrazia. Siccome la cosa è totalmente infondata, mi spiace deludere le attese delle tante famiglie che vivono loro malgrado la difficoltà di accesso alla locazione».  Non sono piaciute nemmeno le critiche mosse in relazione al presunto scollamento fra il regolamento urbanistico e le indicazione del Piano strutturale messo a punto nel 2007 dall'archietto Vezio De Lucia. «I Regolamenti urbanistici di Campiglia e Suvereto, e tra poco quello di Piombino - dice Grassi - sono perfettamente coerenti al Piano strutturale, sia sotto il profilo normativo che sui i principi fondativi e strategici. Invito a dimostrare il contrario, e se ciò si dovesse dimostrare vero, sarà nostro impegno correggere il regolamento in sede di osservazioni».  Poi il tema caldo dell'edilizia sociale. «L'edilizia sociale - spiega Grassi - è stata introdotta con un decreto dell'aprile 2008 e riguarda la possibilità di realizzare alloggi da destinare permanentemente alla locazione, con canone così detto sociale, mediamente intorno ai 300 euro mensili. Il legislatore ha ulteriormente introdotto la possibilità della locazione temporanea, che di solito varia tra 10 e 30 anni. Si tratta di un nuovo strumento a disposizione dei Comuni - prosegue il dirigente comunale - per dotare il paese di uno stock di alloggi, anche e soprattutto privati, da immettere nel mercato degli affitti a prezzi accessibili».  Quello dei 300 nuovi alloggi sociali a Campiglia, per Grassi è dunque un equivoco interpretativo. «A parte il fatto che la sola "autoregolazione" normativa inibisce qualunque teoria del raddoppio - dice - come può sfuggire il fatto che non ci può essere raddoppio del numero di alloggi mantenendo la medesima tipologia edilizia, il medesimo numero di piani abitati, le stesse dotazioni di verde, di parcheggio, di strade, e così via? Ma anche limitandosi alla sola lettura della normativa messa sotto accusa, i dubbi avrebbero dovuto consigliare atteggiamenti più prudenti da parte dei censori. Si tratta di aggiungere alla dotazione di alloggi indicati nella scheda normativa, un numero sempre pari di alloggi, per metà liberi e per metà a canone sociale. Siccome l'autoregolazione porterà ad avere di volta in volta non più di 2, 4, 6 alloggi aggiuntivi, per mancanza di spazio fisico a disposizione, ci pareva superfluo porre un limite numerico ulteriore. Ma questa chiarezza sarà certamente recuperata con le osservazioni».  Infine, sul dimensionamento del nuovo Regolamento urbanistico, Grassi invita alla prudenza e alla rilettura del piano stesso. «Il primo Regolamento urbanistico di Campiglia - afferma - prevede la costruzione di 163 alloggi derivanti dal residuo di piano e realizzati all'interno del sistema insediativo, quindi senza consumo di suolo non urbanizzato, e 81 alloggi realizzati in aggiunta al sistema insediativo, per un totale di 244 alloggi che consumano il dimensionamento del piano strutturale».

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