Il Tirreno

Ecco tutte le norme regionali che disciplinano il referendum consultivo

Comune unico, per ora vincono i no

Comune unico, per ora vincono i no

Ma tra i sindaci c'è già chi si prepara alla campagna elettorale

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PORTOFERRAIO. L'isola si divide. E non c'è da stupirsi. L'idea del Comune unico non piace a cinque sindaci su otto. Anche se ciascuno dei primi cittadini, in merito, ha idee e posizioni differenti. Al secco no di Maurizio Papi, in buona compagnia sul tema dato che la pensano così anche Anna Bulgaresi e Andrea Ciumei, si affianca l'atteggiamento costruttivo e tutto sommato possibilista di Vanno Segnini e Francesco Bosi. E se da un lato sono ormai note le posizioni pro Comune unico di Roberto Peria e Danilo Alessi, stupisce Ruggero Barbetti già pronto a candidarsi non tanto per il futuro ente locale comprensoriale di tutta l'Elba quanto per un'amministrazione comunale che nasca dalla fusione di Capoliveri, Portoferraio e Porto Azzurro. A scatenare il dibattito è la lettera che Peria ha inviato al presidente della Regione, Enrico Rossi, per chiedere un sostegno, anche giuridico, per la definizione di una proposta di legge di iniziativa popolare per il Comune unico. L'avvio di un percorso - tutto in salita stando alle prime reazioni dei colleghi di Peria - che porti entro il 2011 all'indizione di un referendum consultivo tra gli elbani per capire se vogliono o meno cancellare le otto municipalità esistenti ad oggi.  La procedura. Le norme regionali in proposito prevedono la costituzione di un comitato promotore del referendum che raccolga almeno 5mila firme di cittadini residenti a sostegno della proposta di legge destinata, poi, ad una prima approvazione da parte del consiglio regionale che, contestualmente andrebbe ad autorizzare l'indizione del referendum.  Il dibattito. Un iter relativamente semplice ma anche abbastanza lungo, rispetto al quale ci sono già posizioni divergenti. Per Alessi è indispensabile il coinvolgimento dei cittadini e per questo invita tutti coloro che in questi anni si sono espressi a favore di un maggior coordinamento degli enti locali isolani a dare vita a un comitato promotore. Barbetti, invece, preferisce un percorso a tappe: dagli otto Comuni attuali a tre per poi, eventualmente, passare al Comune unico. Un po' di convivenza preliminare, favorendo gestioni associate e sperimentando cosa significa lavorare insieme, è indispensabile anche per Vanno Segnini. Mentre Papi non vuole neppure sentir parlare di Comune unico, un'ipotesi accettabile «solo se - afferma - il Comune capoluogo dell'Elba sarà Porto Azzurro».  Le prospettive. Volenti o nolenti, però, i Comuni isolani dovranno in qualche modo fare delle scelte e in tempi rapidi sull'organizzazione delle istituzioni sul proprio territorio. Perché se non saranno gli elbani a decidere ci penserà il federalismo e la legge sul riordino degli enti locali allo studio a Roma. Un provvedimento che obbliga i piccoli Comuni ad accorpare le funzioni di maggiore importanza come l'edilizia privata e l'urbanistica. V.L.

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di Redazione Pisa