Il dolore
Allarme e paura per un ordigno in mare
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Loggetto ritrovato Intervengono i sub, ma era solo una vecchia bombola
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CAPOLIVERI. Si temeva la presenza di un ordigno bellico adagiato su un fondale di pochi metri a una quindicina di metri a ridosso della spiaggia di Morcone. Sono dovuti intervenire i sommozzatori del Reparto Operativo Aeronavale di Livorno per sgombrare il campo dagli eventuali equivoci e timori. Il corpo metallico di forma cilindrica, con accenno ogivale ad un'estremità, delle dimensioni di oltre due metri per un diametro di quaranta centimetri, adagiato orizzontalmente su un fondale di tre metri di altezza non era altro che una grande bombola per aria compressa ad alta pressione. Verosimilmente della tipologia utilizzata nella subacquea sportiva a bordo delle unità dei diving per la ricarica sul posto delle bombole, ovvero impiegata ad uso industriale, ad esempio per i compressori o per l'effettuazione delle saldature. I finanzieri intervenuti, in ragione della biocenosi formatasi sulla superficie metallica, ipotizzano che lo strano reperto possa trovarsi in quel luogo da almeno un paio di anni, abbandonato evidentemente da ignoti, magari al largo e poi portato dalle mareggiate. La sezione operativa navale elbana della Guardia di Finanza, anche al fine di evitare il reiterarsi delle segnalazioni della specie, ha preventivamente dato avvio alle previste comunicazioni alla Prefettura di Livorno - ufficio staccato per gli Affari dell'Elba, al Comune di Capoliveri, nonché alla locale Autorità Marittima ed a tutte le amministrazioni interessate. Ieri le operazioni di recupero dell'innocuo bombolone con il diretto coinvolgimento dei sommozzatori ed equipaggi navali delle Fiamme Gialle, in stretto raccordo con le competenti amministrazioni. Il reperto, prima del concentramento in discarica, sarà peritato al fine di verificare la presenza di eventuali tracce dalle quali risalire alla proprietà (esempio i numeri di matricola, gli estremi dei collaudi periodici) ed alle eventuali connesse responsabilità.
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