Il Tirreno

CARBONIFERA

Uno dei proprietari fa ricorso al Tar

Fra.Go.

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 PIOMBINO. Quando è arrivata loro la lettera dell'agenzia del demanio, Umberto e Maria Comparini sono rimasti di stucco. Perché non pensavano che, dopo ordini e contrordini, la loro casetta sulla spiaggia di Carbonifera, dovesse essere demolita.  La vicenda degli chalet di Carbonifera è una vicenda fatta di permessi e concessioni. I proprietari dello chalet sul mare hanno dato mandato al loro avvocato, Antonio Marta, che presenterà ricorso al Tar. Perché nell'ordinanza dell'agenzia del demanio non è stato indicato nemmeno il termine per fare ricorso. E quella casetta, tirata su nel 1966, è un contenitore di ricordi che la famiglia non vorrebbe vedere demolita da una ruspa.  L'atto di concessione che i coniugi hanno ottenuto risale al 21 giugno 1966. Nel 1973 la concessione fu rinnovata dal ministero delle Finanze e fu fissato un canone che i Comparini hanno pagato fino ad oggi. Nel 1977 ottennero l'autorizzazione da parte della Capitaneria e nel 1994 arrivò il nulla osta della Provincia al rinnovo della concessione, valido fino al 2004. La doccia fredda arrivò sei anni fa. Quando il Consorzio di bonifica chiese la restituzione di quel fazzoletto di spiaggia per realizzare alcuni lavori di riqualificazione idraulica. I mesi passarono. Anzi, gli anni. E l'anno scorso, fu il Consorzio a dire che quell'area non serviva più per realizzare appunto quei lavori. Da quella comunicazione, il silenzio. La casetta sul mare, stando all'ordinanza dell'agenzia del demanio dovrà essere demolita. Nonostante che i proprietari abbiano realizzato anche uno scivolo, perché la signora Comparini, costretta su una sedia a rotelle, può accedere al mare solo in questo modo. E l'avvocato Marta formalizzerà nei prossimi giorni la richiesta di sospensione dell'ordinanza al Tar.

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