Sicurezza
Lucchini già fuori dal bilancio
Luca Centini
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Lo stabilimento della Lucchini Nel trimestrale Severstal nessuna voce dedicata all'azienda
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PIOMBINO. Lucchini sempre più fuori dall'orbita Severstal. Non è un'opinione, nè un'indiscrezione trapelata in ambienti industriali. Stavolta la conferma che le strade del gruppo europeo e della multinazionale russa stanno per dividersi si legge nei "crudi" dati finanziari. Ieri, in una nota pubblicata sul sito aziendale, Severstal ha reso noti i risultati del primo trimestre del 2010. E, nel bilancio, Lucchini viene riclassificata come "discontinued operation", perchè considerata in via di cessione. I risultati registrati dallo stabilimento di Piombino e dagli altri presidi europei del gruppo sono esclusi dal bilancio di Severstal. In pratica i numeri di Lucchini non rientrano più nelle voci relative ai ricavi, ai profitti/perdite ottenuti dalle attività e all'Ebitda, il margine operativo lordo. Al contrario la voce sulle perdite nette della multinazionale, pari a 785 milioni di dollari (gli analisti ipotizzavano un rosso di soli 133 milioni), include gli effetti negativi del gruppo europeo, che nel primo trimestre perde 885 milioni. I risultati. La multinazionale ha registrato una flessione del 7,3% dei ricavi rispetto all'ultimo quarto del 2009, passando da 3,38 miliardi di euro ricavati a 3,14 miliardi. Pesa sul bilancio la riduzione dei volumi di vendita nel mercato dell'acciaio russo e l'abbassamento dei prezzi nel mercato globale. Lucchini ha invece chiuso il trimestrale con un aumento dei ricavi, pari a 579 milioni di dollari rispetto ai 533 milioni dell'ultimo quarto del 2009, grazie ad un aumento delle produzioni che si è riscontrato anche nello stabilimento di Piombino. Tuttavia il margine operativo lordo Lucchini è precipitato da +9 milioni di fine 2009 a -1 milione di dollari nei primi tre mesi di quest'anno. Una riduzione dovuta, per Severstal, all'aumento dei prezzi delle materie prime e all'applicazione di tassi alti sui ricavi. Sei mesi per vendere.«Abbiamo negoziazioni in corso per cedere Lucchini - recita la nota - puntiamo ad aggiornare il mercato come si conviene nei prossimi sei mesi». Sei mesi, quindi, che la multinazionale si è presa per portare a termine definitivamente il processo di vendita del gruppo Lucchini e, quindi, del sito di Piombino. Un processo che, stando a quanto riferiscono le fonti, non è decollato per la discrepanza tra quanto richiesto da Severstal e la disponibilità degli acquirenti. Il dossier Lucchini sarebbe già sul tavolo degli operatori di private equity Blackstone, Platinum e Apollo, e degli industriali Arcelor Mittal, Tata Steel e Baosteel. Parallelamente Severstal, assistita da Lazard, starebbe ancora trattando con le banche per rinegoziare il debito di Lucchini.
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