Il Tirreno

LA RISPOSTA DEL PARCO

Sull'isola troppi luoghi comuni

Mario Tozzi
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Mario Tozzi

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 PORTOFERRAIO. Anzitutto un invito a illustrare, in una delle prossime riunioni del consiglio del Parco, l'indagine. E poi una constatazione: il proliferare, all'Elba - in particolare tra le categorie intervistate dal professore Camperio Ciani (cioè cacciatori, pescatori e albergatori) di luoghi comuni, come testimonierebbe «la distanza dei fatti delle osservazioni contenute nel sondaggio». Parola del presidente del Parco, Mario Tozzi, che risponde così allo studio del docente universitario.  Tozzi interviene sul metodo (come ricercatore) e sul merito (come presidente del Parco) dei contenuti dell'indagine e rileva, a dimostrazione delle incongruità dello studio, il caso del contenimento degli ungulati «ridotti a cifre sopportabili - spiega in un lungo intervento - con prelievi vicini ai 1000 capi all'anno (mai fatti prima)» e ancora l'assenza di aree marine protette (Amp). «E' difficile condividere la critica di un difetto di comunicazione in questo senso - afferma - cosa doveva fare il Parco di fronte alle mappe, false, che rappresentavano il Giglio e l'Elba contornate da aree in cui non ci poteva più neppure fare il bagno? Andare in giro a dire che non erano fondate?». Non meno rilevante la questione dell'interesse dei "portatori d'interesse" (gli stakeholders) in merito all'indagine. «Nell'arcipelago un metro quadrato costruito vale da 5000 a 10.000 euro, lo credo che chi vuole sfruttarli diffonda informazioni false sul parco. Poi c'è l'ignoranza dei temi base della conservazione e tutela della natura, il principale scopo dei parchi. Ho fatto decine di incontri con la popolazione, conferenze e dibattiti, ho portato l'Arcipelago in almeno una decina di trasmissioni tv condotte da me (e in tante altre condotte da altri), ne ho parlato sui quotidiani ripetutamente e ne ho scritto nei libri: come esperto di comunicazione ho fatto quanto potevo, considerato che sono tutte iniziative individuali e non favorite dall'assenza assoluta di denari. Ma non ci sono peggiori sordi di quelli che non vogliono sentire, soprattutto quando l'interesse individuale e di corporazione gioca un ruolo così importante». Poi Tozzi ribadisce come il Parco sia incredibilmente antropizzato e fin dalla sua nascita fortemente contestato dagli antiparco. «Comunque - conclude - aspetteremo i risultati pubblicati in una rivista scientifica: come ricercatore, se scopro qualcosa di nuovo sui terremoti, lo scrivo su Geophysical Research, non mando una lettera al ministero e alla Protezione Civile. A meno che lo scopo non sia un altro».

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