Attenzione
«Più rispetto tra i coordinatori delle Rsu»
◗
Operai della Lucchini al termine del turno di lavoro Gabrielli getta acqua sul fuoco delle polemiche tra Fiom, Fim e Uilm
2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. «Serve rispetto reciproco tra i coordinatori delle Rsu». A sostenerlo è il segretario Fiom, Luciano Gabrielli, chiamato in causa dai coordinatori delle Rsu Nicola Zagni (Uilm) e Sergio Cardellini (Fim) dopo le dichiarazioni di Mirko Lami (Fiom) sul voto per il rinnovo delle Rsu Lucchini. In particolare Cardellini e Zagni hanno contestato le opinioni di Lami sulla scarsa partecipazione dei giovani e sul ruolo svolto dalle Rsu di Uilm e Fim, secondo lui in seconda linea rispetto a Fiom. L'intervento del segretario Fiom tende a gettare acqua sul fuoco, a pochi giorni dalla prima convocazione del consiglio di fabbrica, in programma il 18 maggio. «Anch'io sono stato coordinatore delle Rsu, mi ricordo le litigate furiose con i colleghi delle altre sigle sindacali - commenta Gabrielli - nonostante tutto non sono mai venute a mancare stima e rispetto. Dico ai tre coordinatori di avere più rispetto tra loro e di trovare una sintesi per il bene dei lavoratori». Quanto ai giovani, Gabrielli precisa: «Non faremo passi indietro rispetto alla contrattazione e agli obiettivi che ci siamo dati anche nel congresso provinciale Fiom - spiega il segretario provinciale - Fiom vuole costruire un futuro migliore per i giovani, che di certo non sono aiutati dagli accordi nazionali sui contratti e da leggi governative come quella sull'arbitrato. Proprio per questo chiediamo ai lavoratori più giovani maggiore partecipazione, affinché siano protagonisti del loro futuro». Riguardo all'analisi del voto, che ha visto una flessione di consensi della Fiom, per Gabrielli «il voto va esaminato con attenzione perché se è vero che Fiom ha tenuto, Fim e Uilm sono cresciute sensibilmente. Occorre riflettere e, ove possibile, mettere in campo nuove strategie, consapevoli di intraprendere un percorso difficile che Fiom vuole compiere per continuare a incidere sulla crescita culturale di questa società». «Esaltare il voto democratico è giusto, ma sarebbe giusto farlo in tutte le occasioni, compresi gli accordi e i contratti dei lavoratori - conclude Gabrielli - il punto non è se Fiom sia o no in prima linea. I lavoratori hanno una grande responsabilità e una totale libertà quando scelgono i propri rappresentanti. La mia opinione, e non potrebbe essere altrimenti, è che, anche in virtù degli attacchi incrociati che le aziende e Confindustria rivolgono alla Fiom, un indebolimento del sindacato potrebbe dare un vantaggio alle aziende, a scapito dei lavoratori».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
