Il dolore
«Quell'indagine sul Parco vecchia e inesatta»
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Uno dei numerosi sentieri che attraversano l’isolaScontro tra Legambiente e gli universitari di Padova
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PORTOFERRAIO. Scoppia un caso sullo studio di un gruppo di ricercatori dell'Università di Padova sul Parco. L'analisi delle attività dell'ente e il sondaggio tra gli elbani condotto dai ricercatori, guidati dal primatologo Andrea Camperio Ciani, non sono piaciuti a Legambiente, ma soprattutto sarebbero sospetti, come precisa il portavoce dell'associazione e consigliere del Parco, Umberto Mazzantini. «Della ricerca, che risalirebbe al 2003, nel periodo compreso tra la presidenza di Giuseppe Tanelli e il commissariamento di Ruggero Barbetti, nessuno al Parco ne sapeva niente. E forse, per questo, si capiscono anche alcune clamorose cantonate prese dagli studenti ricercatori padovani». I promotori del sondaggio sostengono di aver realizzato questionari e sopralluoghi tra il 23 e il 28 aprile. Una tempistica rispetto alla quale «crediamo difficile - aggiunge Mazzantini - possano essere stati realizzati 400 questionari, 250 interviste e percorsi 250 chilometri di sentieri». Legambiente entra nel merito delle accuse avanzate al Parco «che dimostrano - spiega Mazzantini - una scarsa conoscenza dell'ente: si parla di sentieri senza sapere che gran parte di quelli percorsi non sono dentro i confini del Parco. Ci si riferisce a Pianosa senza tener conto che il Parco non ha competenze sulla manutenzione degli immobili. E ancora si parla di cinghiali e mufloni, introdotti molto prima della nascita dell'ente». Alcuni esempi di errori, ma la lista di Legambiente è ben più lunga. E l'associazione cerca di capire il perché dell'atteggiamento degli universitari «che avevano chiesto di essere accompagnati a Pianosa da una motovedetta della guardia costiera o dei carabinieri. Cosa ovviamente non possibile e forse all'origine della trasformazione dei toni cordialissimi del professor Camperio Ciani in una spietata accusa contro il Parco, basata su dati mal posti e mi pare ancora meno meditati».
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