Sicurezza
Lucchini, sindacati ai ferri corti
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Operai della Lucchini a unassemblea sindacale Fim e Uilm contestano le parole di Lami (Fiom) sull'esito del voto
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PIOMBINO. «Non accettiamo lezioni da questo collega». A parlare sono Sergio Cardellini (Fim), e Nicola Zagni (Uilm). Il collega è Mirko Lami che nelle Rsu Lucchini rappresenta la Fiom e, come gli altri due sindacalisti, è il coordinatore uscente. Le dichiarazioni rilasciate da Lami all'indomani del voto che ha segnato un calo della sua organizzazione (finita al 42,8% tra gli operai) non sono piaciute alle altre due che, al contrario, hanno registrato un aumento di consensi. Martedì prossimo sarà convocata la prima riunione del nuovo organismo sindacale «a cui, consapevoli delle difficoltà che dovremo continuare ad affrontare, porteremo, come sempre, il nostro contributo con il massimo impegno e serietà», scrivono Zagni e Cardellini ringraziando subito dopo i lavoratori che hanno consentito il loro buon risultato. «Come ci chiedono essi stessi - proseguono - lavoreremo nella ricerca dell'unità perché uniti si è più forti». E dopo aver espresso apprezzamento per le dichiarazioni rilasciate dai tre segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm, chiedono che la Fiom e le sue neoelette Rsu prendano le distanze dalle affermazioni di Lami. Oltre a non accettarne le lezioni, non ne condividono l'opinione sui giovani. «Abbiamo fiducia in loro e abbiamo il dovere di trasmettere i grandi valori della storia del sindacato, basati principalmente sulla solidarietà e la difesa dei più deboli. In quale occasione Lami sarebbe stato in prima linea da solo? I buoni accordi, forse unici in Italia, che hanno tutelato i giovani, sono frutto del sindacato, della disponibilità aziendale e delle istituzioni ai vari livelli», proseguono Zagni e Cardellini, dicendosi abituati alle menzogne e agli insulti da parte di alcuni appartenenti alla Fiom e questa sarebbe una delle cause del calo che ha subito. «La Fiom - chiudono - si pronunci nel merito di quelle dichiarazioni per proseguire un corretto rapporto tra tutti i coordinatori».
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