Sicurezza
Dragaggi sotto osservazione
Paolo Federighi
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I lavori al porto di San VincenzoI balneari temono gli effetti negativi a ridosso dell'estate
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SAN VINCENZO.Dal 3 al 7 maggio, con una pausa di un paio di giorni per le difficili condizioni meteo, la Sales ha effettuato l'ultimo dragaggio previsto prima dell'inaugurazione del porto. Questa volta, ancor più che nelle precedenti occasioni, cittadini e titolari di stabilimenti balneari hanno vigilato, preoccupati, sull'operazione. Intanto, i pochi che hanno avuto il coraggio di fare qualche bagno in mare, confermano le condizioni passate: grosse pietre si protraggono dall'ingresso in mare per molti metri, rendendo disagevole l'entrata in acqua a piedi nudi. Idem presso "La Lanterna" e ancora più in là, in direzione Rimigliano. I balneari protestano anche per la scelta della Sales di effettuare il dragaggio a ridosso dell'estate. Il cattivo odore era notevole, ma tutto sembra rientrare nei limiti stabiliti da Provincia e Arpat. Fulvietto Pierangelini, presidente dell'Associazione stabilimenti balneari, ha assistito all'intero dragaggio: «La quantità di sabbia riversata - dice - è stata di circa 5mila metri cubi al giorno. Circa 15mila metri cubi di sabbia, quindi, in tre giorni. Ovviamente la situazione può essere in linea di massima positiva, perché sarebbe impossibile trovare una simile quantità di sabbia in altri modi. Le proteste sono avvenute per vari motivi: per primo, a causa del periodo scelto. Il secondo, perché i balneari che hanno già abbastanza sabbia sulle loro spiagge non ne vorrebbero altra e non vorrebbero sassi né alghe; chi, però, non ha abbastanza sabbia, avrebbe fatto i salti mortali pur di averla, a costo di trascorrere giorni interi a ripulirla da alghe e pietre». In questi giorni l'Arpat analizzerà lo stato delle acque, e a questo proposito Pierangelini è chiaro: «Non so cosa succederà. L'Arpat farà le analisi, e se è stato fatto qualcosa fuori dalle regole, i responsabili ne dovranno rispondere». Sul colore scuro delle spiagge dopo il dragaggio e sul cattivo odore, rassicura: «Il cattivo odore - dice - è naturale, poiché deriva dalle alghe. Niente di strano. Il colore è dato dalle alghe stesse. L'effetto dura solo pochi giorni». Pierangelini, tuttavia, dà un consiglio: «Credo che, almeno una volta ogni anno o due anni, saranno fatti dei dragaggi. Che siano fatti almeno due o tre mesi prima dell'estate». Nicola Bertini, del Forum, ha invece un punto di vista tutt'altro che rassicurante: «Inutile - dice - pretendere chiarezza. L'assenza di controlli e lo strapotere del gestore dei lavori hanno reso impossibile la tutela dei fondali e della salute pubblica. Sin dall'inizio si è proceduto raccattando dal fondale del porto ciò che si trovava e buttandolo al di là della diga o direttamente sull'arenile. Segnalammo tutto agli organi di garanzia e alla Procura e siamo pronti a farlo ancora». Anche per Bertini, i dragaggi futuri saranno molti: «Il porto - sostiene - avrà ritmi di insabbiamento che ne richiederanno di continui. E' assolutamente necessario assicurare che simili atrocità non si ripetano mai più. Si dovrà procedere stoccando momentaneamente i materiali in area congrua e procedendo alla verifica dei livelli di inquinanti in modo minuzioso e dettagliato. Solo così si può stabilire quale sia la natura dei materiali: sabbie da ripascimento o, molto probabilmente, rifiuti speciali».
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