Il dolore
Rsu, tutti i nodi da sciogliere
Luca Centini
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Mirko Lami Il coordinatore uscente della Fiom Mirko Lami analizza le elezioni «Siamo scesi sotto il 50% perché i giovani non hanno votato»
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PIOMBINO. Il coordinatore uscente Rsu Fiom, in odore di riconferma, Mirko Lami fa il punto dopo un giorno dalle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali all'interno dello stabilimento. «Le elezioni hanno dato forma a un organismo rinnovato che deve affrontare i problemi di uno stabilimento che sta vivendo una fase particolare - spiega - alcuni tra gli eletti si devono ancora rendere conto di cos'è una Rsu, ma il tempo è poco e i problemi sono urgenti». Il 18 maggio si riunirà il nuovo consiglio di fabbrica, Fiom invece il 13 per nominare il nuovo coordinatore e affidare le mansioni specifiche agli 8 operai eletti. «La nuova Rsu deve attivarsi in fretta per risolvere problemi legati ai servizi e i turni nel reparto acciaieria e in altri reparti specifici, tenendo sempre al primo posto il tema della sicurezza sul lavoro. Sicurezza che è a rischio, in assenza di una soluzione certa sulla vendita e sul futuro dello stabilimento. I primi scricchiolii iniziano a vedersi, alcune segnalazioni sono già pervenute. Per quanto riguarda la vendita ribadiamo la difesa del ciclo integrale, che dovrà essere reso moderno, al pari delle altre fabbriche leader nel settore». Lami è stato il delegato più votato nei due collegi operai (111 voti), nonostante il calo riscontrato da Fiom, scesa al 42,6% dei consensi. «Sono soddisfatto personalmente, devo però lanciare un campanello d'allarme - commenta Lami - ora che Fiom è scesa sotto il 50%dei consensi, non è più disponibile ad andare, incondizionatamente, in prima linea a far valere le ragioni dei lavoratori con l'azienda. Si dovranno muovere anche gli altri sindacati e, soprattutto, anche i lavoratori dovranno crescere». La stoccata è diretta soprattutto ai giovani. «Tanti giovani sono disinteressati, diversi non hanno votato. Forse non capiscono che gli accordi firmati per gli apprendisti e per i precari sono realtà solo a Piombino, forse pensano che tutto sia dovuto. Non c'è interesse per l'attività del sindacato, fino a quando non emergono problemi individuali da risolvere. La solidarietà tra i lavoratori ha lasciato spazio all'egoismo».
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