La protesta
L'Elba in lutto per Giorgio Fanti
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Il giornalista Giorgio FantiÈ morto ieri, in ospedale a Portoferraio, all'età di 89 anni, Giorgio Fanti, giornalista, scrittore, critico d'arte, nonché comandante partigiano durante l'ultimo conflitto mondiale. Era malato da tempo e se ne è andato, circondato dall'affetto dei suoi cari e di quanti, all'Elba, gli hanno voluto bene.
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PORTOFERRAIO. È morto ieri, in ospedale a Portoferraio, all'età di 89 anni, Giorgio Fanti, giornalista, scrittore, critico d'arte, nonché comandante partigiano durante l'ultimo conflitto mondiale. Era malato da tempo e se ne è andato, circondato dall'affetto dei suoi cari e di quanti, all'Elba, gli hanno voluto bene.
Era nato a Bologna, ma presto l'isola era entrata nel suo orizzonte al punto da eleggerla come sede in cui rifugiarsi durante gli intervalli dei suoi numerosi e frequenti viaggi in giro per l'Europa come inviato del Tg3. Aveva acquistato una casa a Procchio dove trascorreva gran parte del suo tempo da pensionato, sempre attento alla vita politica e culturale della sua amata isola. E a Procchio si trovava quando ha accusato un forte malore. Il dottore della guardia medica, vista la gravità del caso, ha consigliato l'immediato ricovero nella struttura ospedaliera del capoluogo elbano.
Ma le sue condizioni generali sono rapidamente peggiorate. A niente è valso l'intervento degli specialisti: dopo poche ore dal suo ricovero Fanti se ne è andato lasciando dietro di se un grande vuoto. Giorgio Fanti è una figura di spicco nel panorama del giornalismo e della cultura italiana. Nutriva nei confronti dell'Elba un amore viscerale al punto che gli era stata conferita nell'estate 2005 la cittadinanza onoraria di Portoferraio. Fanti sarà ricordato per essere stato, come partigiano, figura di spicco nel comando unico militare della Cumer dell'Emilia Romagna. Si era laureato in filosofia all'università di Bologna nel 1945 e era diventato assistente universitario di Felice Battaglia.
Contemporaneamente era responsabile della federazione del Pci di Bologna. Nel 1946 diventa redattore di "Il Progresso d'Italia"; come responsabile della terza pagina (quella culturale) organizza la prima mostra nazionale dell'arte italiana. Ma i tempi erano maturi per il passaggio nella capitale. Prima giornalista dell'"Unità", quotidiano d'informazione del Pci, poi nel 1956 Paese Sera dietro suggerimento di Pietro Ingrao per occuparsi degli esteri. Dal 1960 al 1966 è a Londra fino alla chiusura della testata giornalistica per passare poi a Parigi. Dal 1987 al 1990 è corrispondente della Rai per il Tg3.
Ha inoltre collaborato al settimanale "Il Mondo", a "Repubblica", al settimanale "Rinascita", oltre che con periodici e giornali francesi ed inglesi. Proprio a Portoferraio aveva fatto un dono straordinario: oltre 5mila 300 volumi della sua collezione, in gran parte di carattere storico, lasciati alla biblioteca cittadina. Per questo e per i tanti suoi meriti umani e professionali il Comune gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Nei prossimi giorni il feretro andrà a Livorno per la cremazione.
Era nato a Bologna, ma presto l'isola era entrata nel suo orizzonte al punto da eleggerla come sede in cui rifugiarsi durante gli intervalli dei suoi numerosi e frequenti viaggi in giro per l'Europa come inviato del Tg3. Aveva acquistato una casa a Procchio dove trascorreva gran parte del suo tempo da pensionato, sempre attento alla vita politica e culturale della sua amata isola. E a Procchio si trovava quando ha accusato un forte malore. Il dottore della guardia medica, vista la gravità del caso, ha consigliato l'immediato ricovero nella struttura ospedaliera del capoluogo elbano.
Ma le sue condizioni generali sono rapidamente peggiorate. A niente è valso l'intervento degli specialisti: dopo poche ore dal suo ricovero Fanti se ne è andato lasciando dietro di se un grande vuoto. Giorgio Fanti è una figura di spicco nel panorama del giornalismo e della cultura italiana. Nutriva nei confronti dell'Elba un amore viscerale al punto che gli era stata conferita nell'estate 2005 la cittadinanza onoraria di Portoferraio. Fanti sarà ricordato per essere stato, come partigiano, figura di spicco nel comando unico militare della Cumer dell'Emilia Romagna. Si era laureato in filosofia all'università di Bologna nel 1945 e era diventato assistente universitario di Felice Battaglia.
Contemporaneamente era responsabile della federazione del Pci di Bologna. Nel 1946 diventa redattore di "Il Progresso d'Italia"; come responsabile della terza pagina (quella culturale) organizza la prima mostra nazionale dell'arte italiana. Ma i tempi erano maturi per il passaggio nella capitale. Prima giornalista dell'"Unità", quotidiano d'informazione del Pci, poi nel 1956 Paese Sera dietro suggerimento di Pietro Ingrao per occuparsi degli esteri. Dal 1960 al 1966 è a Londra fino alla chiusura della testata giornalistica per passare poi a Parigi. Dal 1987 al 1990 è corrispondente della Rai per il Tg3.
Ha inoltre collaborato al settimanale "Il Mondo", a "Repubblica", al settimanale "Rinascita", oltre che con periodici e giornali francesi ed inglesi. Proprio a Portoferraio aveva fatto un dono straordinario: oltre 5mila 300 volumi della sua collezione, in gran parte di carattere storico, lasciati alla biblioteca cittadina. Per questo e per i tanti suoi meriti umani e professionali il Comune gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Nei prossimi giorni il feretro andrà a Livorno per la cremazione.
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