Il Tirreno

Due scheletri misteriosi: giallo al cimitero

Francesca Gori
Il loculo dove sono stati trovati i due scheletri abusivi posto sotto sequestro
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Il loculo dove sono stati trovati i due scheletri abusivi posto sotto sequestro

Non dovevano essere in quella tomba estumulata, indagano i carabinieri

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 SAN VINCENZO. Quando è passato a miglior vita, nel 1963, Cesare Pratesi non pensava certo di dover dividere il suo loculo con qualcun altro. E invece, chissà per quanto tempo, e chissà poi perché, al cimitero di San Vincenzo, l'uomo non ha riposato da solo.  Nel loculo dove era stato sistemato 47 anni fa, venerdì sono stati trovati gli scheletri di altre due persone. Ossa, due crani. Avvolti in della plastica. Una scoperta che ha stupito i familiari del defunto Pratesi, che hanno assistito all'estumulazione. Volevano esserci, due giorni fa al cimitero di San Vincenzo. Per salutare ancora una volta il loro parente, a 47 anni dalla sua scomparsa.  Erano lì, sotto la galleria, davanti alla colombaia dove doveva esserci soltanto Cesare. Dove si erano fermati tante volte a rivolgergli un pensiero, una preghiera. Pratesi a San Vincenzo ha due figli. Ha nuore e nipoti, sposati. Ha parenti che per decenni sono andati al cimitero a poggiare un fiore sotto quel forno, nel corridoio dove riposano in pace quelle persone che hanno acquistato il forno al Comune di San Vincenzo. Per quarant'anni.  Qualche settimana fa, alle famiglie dei defunti è arrivata la lettera del Comune. Che avvertiva che nei giorni scorsi, quelle salme sarebbero state estumulate. Trentuno, in totale. Trentuno forni da liberare, tra i quali quello di Cesare Pratesi. Dati in concessione per quarant'anni. I familiari dell'uomo scomparso 47 anni fa hanno visto gli operai di una ditta specializzata di Varese togliere il marmo. Erano loro infatti, ad eseguire i lavori per conto del Comune. Hanno visto spaccare, con i loro occhi, il murettino che custodiva la bara di Cesare. L'hanno vista tirare fuori dal loculo. E hanno anche visto, che là dentro, non era solo, Cesare. C'era un involucro di plastica, e dentro due teschi e altrettanti scheletri. Quasi completi, almeno a prima vista. Appartenenti a due adulti.  Tra lo stupore degli operai e quello dei parenti, che non avevano la più pallida idea di chi fossero quegli scheletri e da dove fossero sbucati, il custode del cimitero ha chiamato i carabinieri. Che hanno avvertito la procura del misterioso ritrovamento e che ora stanno svolgendo le indiagini sui due scheletri trovati al cimitero. Ma in un posto dove non avrebbero dovuto essere.  Chi e perché nel loculo di Pratesi abbia messo quei due scheletri, non è dato sapere. Almeno, non ancora. Serviranno accertamenti tecnici, servirà la prova del dna che la procura potrebbe disporre per capire, innanzitutto, a chi appartengono quelle ossa. Quei due crani, perfettamente puliti, come se il tempo davvero avesse fatto il suo corso. L'idea degli investigatori infatti, è che quegli scheletri siano stati messi nel loculo quando il processo di decomposizione era già avvenuto.  Ma le ipotesi sono tante. Potrebbero essere stati sistemati lì da un becchino pasticcione quando Cesare Pratesi è stato tumulato. Potrebbero essere stati invece portati a San Vincenzo chissà da chi e chissà quando. Qualcuno, potrebbe aver scelto il loculo di Pratesi proprio per la sua posizione. Nella seconda fila della colombaia, a portata di mano quindi. Dove, per togliere il marmo e adagiare i due scheletri là dentro, non c'era bisogno di utilizzare uno scaleo o di accucciarsi.  Domande che per ora restano tutte senza risposta. Al cimitero di San Vincenzo infatti, che resta aperto ogni giorno dalle 7 del mattino fino alle 20 di sera, non c'è mai stato nemmeno nessun atto di vandalismo. Mai una tomba profanata, mai il segno di messe nere o pratiche esoteriche. Soltanto qualche scritta, sì, ma sul muro esterno.  Chi invece ha messo quelle ossa nel loculo, ha beffato una famiglia per anni e anni. Mai nessuno infatti, ha segnalato al guardiano del camposanto che ad esempio il marmo di quella lapide era stato spostato o scalfito.  Mai nessuno si era accorto che in quel loculo non c'era soltanto il defunto che doveva esserci, Cesare Pratesi, ma altri due scheletri. Che potrebbero essere arrivati a San Vincenzo chissà da dove. Oppure, che potrebbero essere stati in quel camposanto già da prima della morte di Pratesi. Tolti chissà da dove e sistemati lì, accanto a lui. Che non è rimasto solo nemmeno nel suo sonno eterno, ma ha dovuto condividere il loculo, con altre due persone.  

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