Il Tirreno

Assunzioni, è rottura tra Asl e sindacati

V.P.
Delle infermiere al lavoro
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Delle infermiere al lavoro

Contro 200 uscite, l'azienda prevede 42 ingressi e altrettante trasformazioni di incarichi

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 PIOMBINO. E' rottura tra Asl e sindacati. Si va verso lo sciopero.  Il piano di ristrutturazione divide nettamente le parti su un elemento non da poco: il personale. Per le organizzazioni di categoria manca in tutto il territorio aziendale. Per l'Asl, no. «Va solo riorganizzato».  Il carico di Calamai. I rapporti erano già complicati dopo l'ultima riunione. E non li ha addolciti la dichiarazione, apparsa giusto ieri sulla stampa, rilasciata dal direttore, Monica Calamai: «All'Elba - ha detto - mi è capitato di vedere l'ospedale senza pazienti ma con tanti infermieri». Affermazione che fa il paio con quella di un paio di mesi fa sul pronto soccorso di Piombino. Ai sindacati e ai lavoratori non è piaciuta neanche questa. Idem per il giudizio espresso sulle sigle confederali che parlerebbero di sciopero per non rimanere indietro rispetto agli autonomi di Fials. «Per paura», ha dichiarato Calamai per l'esattezza.  C'è chi le chiama picconate e chi esternazioni. Il risultato finale non cambia. E fa prevedere un'estate complicata.  Attacchi mediatici. Li definisce così Stefania Nunes, coordinatrice provinciale Fp/Sanità della Cgil.  «Il direttore continua a denigrare i lavoratori. Noi invece, continuiamo a stare dalla loro parte. E di sicuro, non abbiamo bisogno delle sue lezioni», sottolinea la sindacalista. Per Nunes «la difesa del personale e dei servizi di qualità in tutta l'area» è il solo obiettivo della sua organizzazione.  Tagli e ritagli. Pensionamenti o trasferimenti in altre Asl: tra l'anno scorso e questo, la pianta organica in tutta l'azienda perderà 200 persone.  La direzione intende procedere a 42 assunzioni e trasformare altrettanti incarichi a tempo che, però, sono già in organico e quindi, secondo i sindacati, non possono essere considerate assunzioni.  Il taglio resta di 150 unità. Su Villamarina, sono previsti solo cinque ingressi contro la dozzina richiesta dalle organizzazioni sindacali per mantenere un organico minimo, soprattutto in vista delle ferie estive. Nel dettaglio: 4 infermieri, 6 operatori socioassistenziali, un'ostetrica e due tecnici di radiologia. L'Asl si è fermata a cinque.  Brutte condizioni. «Gli organici devono essere commisurati ai carichi di lavoro. Ma è una regola che la nostra Asl ignora», afferma Paolo Camelli, segretario provinciale della Uil sanità.  «Per questo - prosegue - non è possibile distinguere tra i settori al limite delle forze, come le medicine, le diagnostiche, i pronto soccorso, e quelli in cui le cose vanno meglio».  Camelli evidenzia alcuni dati che dovrebbero far riflettere sulle condizioni di lavoro: «Nell'Asl sei - dice - esiste il maggior tasso di infortuni e di accertamenti per ridotte capacità lavorative insieme ad un alto tasso di azioni legali intraprese dai cittadini.  Aspettando il miracolo. I sindacati concordano su un elemento: se anche il progetto di riorganizzazione su cui sta marciando la direzione dovesse andare a buon fine, garantendo occupazione e servizi, resterebbe da gestire la fase transitoria.  Per Camelli, basterebbe investire una minima parte dei 7 milioni che l'Asl vuol risparmiare e destinarla ad assunzioni almeno a tempo determinato.  Due, infine, le proposte del sindacalista: un albo delle prestazioni erogate in ciascun ospedale dell'area per rendere trasparenti eventuali doppioni o sprechi, insieme alla qualità dei servizi ed il rapporto con gli operatori. Un altro albo, invece, dovrebbe essere riservato alle fughe e agli interventi per contenerli.  

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