Gioco
Archeologi in tribunale per stabilire l'origine di un'ascia preistorica
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Le due riproduzioni fotografiche dellascia preistorica al centro della battaglia legale 2 MINUTI DI LETTURA
MARCIANA. Un contenzioso durato anni. Un botta e risposta tra esperti, a tratti rabbioso, sfociato in un processo. Tutta colpa di un'antica ascia preistorica ritrovata da un agricoltore elbano una trentina di anni fa. Un reparto prezioso che, ripulito e studiato a dovere, finisce nel museo archeologico di Marciana. E fin qui tutto nella norma. Se non che, nel 2003, una pubblicazione dello studioso e ricercatore Michelangelo Zecchini, direttore del Dipartimento di Archoelogia e Antropologia della sede italiana dell'Onu, scatena una disputa tra esperti. Per Zecchini quel reperto è noto e riconosciuto da tutti, con tanti di studi scientifici al riguardo. Per Silvia Ducci, direttrice della sovrintendenza per i beni archeologici dell'Elba, è invece sconosciuto. Comincia una battaglia legale chiusa solo pochi giorni fa con una sentenza che dà ragione a Zecchini, assistito dall'avvocato penalista Enrico Marzaturi, e archivia definitivamente l'accusa di diffamazione aggravata avanzata da Ducci nei confronti del professore lucchese. «L'intera vicenda ha dell'incredibile - commenta Zecchini - non credevo che si dovesse arrivare a questi punti su una questione che non solo a parere mio ma anche di amici e di esperti del ramo non aveva i requisiti perché si arrivasse a tanto». All'origine del contendere questa piccola ascia di rame riprodotta nella monografia di Zecchini dal titolo "Isola d'Elba. Le origini" e fin dagli anni'80 esposta nelle bacheche del museo archeologico di Marciana (oggi si trova a Rio Elba). «Mi pare davvero molto strano - dice ancora Zecchini - che la dottoressa Ducci che era anche direttrice del museo marcianese non fosse al corrente degli oggetti esposti nelle sale. Mi pare incredibile che la dottoressa esca con affermazioni del tipo di quella per cui ci siamo confrontati davanti al giudice». Prima la denuncia della Ducci contro Zecchini, poi, di fronte alla richiesta del pubblico ministero che intendeva procedere all'archiviazione del caso, l'opposizione della stessa responsabile per i beni archeologici dell'Elba. Infine la discussione davanti al giudice del tribunale di Pisa che ha accolto le richieste del pubblico ministero e ha quindi definitivamente archiviato il caso. Una storia infinita (nata nel 2003) che ha sempre avuto un aspetto anomalo. Un reperto che nel mondo degli archeologi era conosciuto da diversi anni ha avuto il potere di scatenare questa diatriba fra le due maggiori figure dell'archeologia elbana. «Sembrava all'inizio - conclude lo stesso Zecchini - uno dei tantissimi, innocui scambi di opinioni, invece la Ducci ha sporto querela dichiarandosi "sbeffeggiata" e diffamata. L'avvocato Marzaduri ha poi dimostrato al giudice che l'ascia era conosciutissima ed esposta al Museo Archeologico di Marciana almeno dal 1982. Lì era stata fotografata a cura dell'Ente Valorizzazione Elba e pubblicata da Gianfranco Vanagolli nel libro "Elba: storia, archeologia, arte"».
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