Il Tirreno

«Basta col dolore inutile»

Rosella Fascetti
«Basta col dolore inutile»

Un progetto dell'Asl per promuovere adeguate terapie

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 PORTOFERRAIO. Uno stop al dolore. Un percorso che promuove l'eliminazione del dolore inutile non solo come dovere etico, ma anche come buona pratica clinica. Il tutto attraverso un osservatorio nelle varie strutture sanitarie. Cure adeguate terapie antidolorifiche, come già avviene per il parto senza dolore. É "Territorio e Ospedale senza dolore" il progetto promosso dall'Asl che prevede la formazione di equipe competenti in tutte le quattro zone, Elba compresa, per la stesura di protocolli e procedure omogenee con l'utilizzo dei farmaci oppioidi contro la sofferenza del dolore di natura post operatoria, oncologica e di prestazioni diagnostiche invasive. «Ricevere un'adeguata terapia contro il dolore è un diritto dei pazienti e non un favore da fare ai cittadini. In campo sanitario esiste una parte di dolore eliminabile e su questo dobbiamo lavorare seguendo le precise indicazioni che arrivano dalla Regione». É chiaro il direttore sanitario dell'Asl, Rosa La Mantia, nell'aprire lo scenario della conferenza stampa che si è svolta ieri al presidio ospedaliero. Due sono i punti forti del progetto: da una parte con l'aiuto di un equipe presente in ogni zona di uniformare le procedure per l'eliminazionone del dolore "inutile" con l'utilizzo di farmaci oppioidi e dall'altra parte di formare operatori sanitari sensibili all'argomento e creare una cultura favorevole all'impegno all'uso di farmaci oppioidi.  «Dal punto di vista dell'Azienda abbiamo fatto molte cose - dice il direttore sanitario - ma crediamo che le procedure e i protocolli devono essere omogenei in tutta l'azienda. E' impensabile che un cittadino che si presenta al pronto soccorso all'Elba, ad esempio per una frattura, abbia un trattamento diverso rispetto al pronto soccorso di Livorno. Le procedure devono essere inserite all'interno del sistema aziendale».  Per ogni zona ci sarà un equipe formata da operatori che lavorano in ospedale e sul territorio per collaborare alla stesura dei protocolli contro il dolore ma nello stesso tempo anche per sconfiggere una certa oppiofobia al fine che tutti i pazienti abbiano lo stesso diritto a non soffrire. Presente all'incontro Costanza Galli, referente aziendale del progetto, e responsabile dell'Hospice dell'azienda sanitaria di Livorno. «Il gruppo di lavoro impegnato in questo progetto - commenta Costanza Galli - sta lavorando a più livelli. In questa fase ciascuna zona sta lavorando un protocollo che sarà poi applicato in tutta l'azienda. Ad esempio Livorno lavora per l'eliminazione del dolore post operatorio, Cecina al dolore oncologico e di area medica, mentre Piombino e l'Elba si occuperanno di Pronto soccorso e procedure dolorose». Importante è il ruolo degli operatori per abbattere una cultura che in passato ha visto grosse resistenze. A concludere i lavori la responsabile del servizio all'educazione alla salute, Fioretta Pratesi. Dice: «che l'azienda sanitaria è in linea con i dati regionali come dimostra la percentuale della spesa ospedaliera dedicata a questi farmaci dello 0,2 per cento ovvero esattamente con la media toscana». L'equipe dell'Elba è composta da: Sani, Falchi, Fois, Maghelli (infermieri) e dai medici Donigaglia, Ienco, Testa, Marino. L'equipe di Piombino è composta dagli infermieri: Cappelli, Fiorini, Pagani, Casalini. I medici sono Tognarini e Galeone.

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