Sicurezza
Lucchini, parte la ristrutturazione del debito
La società ha proposto alle banche un ammortamento in 5 anni
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PIOMBINO. Severstal si muove per rinegoziare i debiti. Avrebbe già presentato alle banche un piano per ristruttarare il debito, pari a 770 milioni di euro, legato all'attività del gruppo Lucchini. A darne notizia è "Il Messaggero", che ha riportato indiscrezioni circa un incontro tra le principali banche creditrici, alla presenza dell'advisor Lazard. Secondo fonti bancarie i 770 milioni di debito sarebbero ripartiti principalmente tra Mps (143 milioni), Unicredit (100), Banco Popolare (94), Bpm (80), Intesa (80), Mediobanca (70), Bnp Paribas (70), SocGen (50), Natixis (20), Ubi (20) e altre banche minori. Severstal avrebbe proposto un piano basato sul riscadenzamento del debito a 5 anni (2 di preammortamento più tre di rimborso del capitale e restituzione del 40% alla fine). Un piano che potrebbe andare in porto, a patto che il gruppo Lucchini non riesca nel frattempo a collocare un bond ad alto rischio da 500 milioni, di cui 350 da restituire alla banche. La rinegoziazione si attuerebbe in parallelo al riposizionamento strategico del gruppo, con l'intensificazione delle produzioni di rotaie a scapito dei piani. L'accettazione da parte dei creditori dell'allungamento dell'esposizione favorirebbe il rilancio del gruppo Lucchini, senza intaccare i 350 milioni in cassa, da destinare al piano di investimenti. Una sorta di "tesoretto", necessario al rifacimento di alcuni impianti cruciali per le produzioni, tra cui l'altoforno di Piombino. Rimodulare il debito non coincide necessariamente con un ripensamento di Severstal sulla cessione. Piuttosto potrebbe favorire l'interesse dei compratori, altrimenti disincentivati dal peso delle scadenze con le banche. Solo pochi giorni fa il numero 2 di Severstal ha confermato la volontà di vendere, seppur a prezzi adeguati. (l.c.)
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