Il Tirreno

scandalo dell’ex Comunità montana

Truffa e peculato, 6 anni a Febbo

Mauro Febbo ex presidente della Comunità montana e un’aula di tribunale
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Mauro Febbo ex presidente della Comunità montana e un’aula di tribunale

Una sentenza durissima. Sei anni per Mauro Febbo, ex presidente della Comunità Montana dell'Elba, e 3 anni e un mese per Andrea Sirabella, ex assessore dell'ente comprensoriale di viale Manzoni. Questa la sentenza emessa ieri dal tribunale di Livorno legata alle accuse di truffa e peculato nel caso di Febbo, e di solo peculato per quanto riguardava Sirabella

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PORTOFERRAIO. Una sentenza durissima. Sei anni per Mauro Febbo, ex presidente della Comunità Montana dell'Elba, e 3 anni e un mese per Andrea Sirabella, ex assessore dell'ente comprensoriale di viale Manzoni. Questa la sentenza emessa ieri dal tribunale di Livorno legata alle accuse di truffa e peculato nel caso di Febbo, e di solo peculato per quanto riguardava Sirabella. Una sentenza che accoglie quasi in toto le richieste del pubblico ministero.

Di fatto due mesi in meno per Sirabella rispetto alla richiesta iniziale, di certo una mazzata che si abbatte sulla testa di Febbo che dovrà anche farsi carico del risarcimento dei danni che aveva procurato ai suoi clienti.

Qualcosa come 500mila euro come lui stesso aveva confessato. Per ora, comunque, dovrà pagare una provvisionale quantificata fra i sessanta e gli ottantamila euro ai vari clienti truffati.

Ma non solo. A suo carico anche l'interdizione perpeuta da pubblici uffici e da incarichi direttivi nelle aziende sia pubbliche che private.

Respinta invece la domanda delle parti civili di rivalersi sulle Assicurazioni Generali delle quali Febbo diceva di essere un incaricato.

Una sentenza annunciata quella dei giudici di Livorno, presidente Antonio del Forno, giudici a latere Giovanni Zucconi e Ottavio Mosti.

Una sentenza annunciata anche alla luce delle richieste che la pubblica accusa aveva fatto nell'ultima udienza, quella dell'11 febbraio. Erano state dure le richieste 6 anni per Mauro Febbo, e 3 anni e 4 mesi per Andrea Sirabella, ex assessore.

Un processo che parte da lontano e che ha visto sul banco degli imputati Mauro Febbo, accusato di truffa e peculato, e di Andrea Sirabella, imputato di peculato, che si è concluso davanti allo stesso collegio giudicante. La pubblica accusa era rappresentata dal pm Gianfranco Petralia, mentre la difesa di Febbo era affidata all'avvocato Cesarina Barghini, quella di Sirabella agli avvocati Gina Filippini e Lucia Mannu. Le parti civili patrocinate da Nerina Russo e Gabriella Azzali, e l'avvocato Marco Talini difendeva le Assicurazioni Generali, chiamate in causa come terzo responsabile civile.

Non erano state accolte le richieste della difesa di escludere le testimonianze e soprattutto la richiesta di perizia psichiatrica su Mauro Febbo avanzata dall'avvocato Barghini. Una linea ferma quella dei giudici come del resto portata avanti dal pm Petralia che ha semre ritenuto che non vi fossero dubbi sulla colpevolezza degli imputati.

Unica concessione erano state le attenuanti generiche che erano state invece considerate per Febbo, che aveva reso ampia confessione, sia per il peculato, con telefonate e spese fatte con la carta di credito della Comunità, ma anche per le truffe messe in atto all'Elba ai danni di numerose persone, da cui si fece consegnare forti somme di denaro per investimenti fittizi e che invece intascò.

Ora la sentenza di primo grado che mette la parola fine almeno da un punto di vista penale.

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