La protesta
agricoltura locale
Dai campi al negozio contro la crisi
Iniziative di Circondario e Provincia per promuovere i prodotti dell'agricoltura della Val di Cornia nei circuiti della grande distribuzione. Il presidente del Circondario Giampaolo Pioli ha dato il via a un ciclo di incontri con le cooperative e la grande distribuzione
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PIOMBINO. Iniziative di Circondario e Provincia per promuovere i prodotti dell'agricoltura della Val di Cornia nei circuiti della grande distribuzione. Il presidente del Circondario Giampaolo Pioli ha dato il via a un ciclo di incontri con le cooperative e la grande distribuzione a cominciare da Terre dell'Etruria e dai responsabili dei settori agro-alimentare e ortofrutta dell'Unicoop Tirreno.
Appuntamenti concertati con l'assessore provinciale all'agricoltura Paolo Pacini. Hanno partecipato l'assessore di Suvereto Giorgio Margotti e Pier Paolo Pasquini,, con i quali il presidente del Circondario e sindaco di Suvereto Giampaolo Pioli intende approfondire le possibilità di aumentare la quantità di produzione agricola che la Gdo (Grande distribuzione organizzata) è in grado di assorbire dal territorio. Lo scopo è quello di contribuire ad affrontare la crisi «profonda e drammatica dell'agricoltura, che rischia - come dice Pioli - di annientare letteralmente un settore strategico per il nostro territorio».
«Se con l'assessore Pacini stiamo lavorando per valorizzare in tutti i modi le produzioni di eccellenza e di qualità, il biologico, la filiera corta - prosegue Pioli - favorendo la conoscenza di questo settore da parte dei cittadini, creando occasioni di incontro, come quello dei giorni scorsi a Livorno tra produttori bio della Val di Cornia e i consumatori livornesi, dall'altro siamo consapevoli che i grandi numeri, le quantità capaci di salvare la nostra produzione, si fanno con la grande distribuzione».
Sia da parte della produzione organizzata in cooperativa (Terre dell'Etruria), sia dalla grande distribuzione (Unicoop Tirreno, ma nei prossimi giorni Pacini incontrerà i massimi livelli regionali di Conad), sono emerse indicazioni importanti. La prima è che l'eccessiva frammentazione delle aziende rende difficile il rapporto con la grande distribuzione. Esperienze come quella di Terre dell'Etruria, le cui quantità di conferimento sono aumentate, vanno sostenute ed estese. È necessario che i produttori si aggreghino, si coordinino per conferire prodotti di qualità e in quantità costanti. Su questo piano soggetti come le istituzioni locali e le associazioni di categoria devono giocare un ruolo attivo.
«Siamo consapevoli - sottolinea Pioli - che la Gdo segue una logica commerciale e aziendale, ma conosciamo anche il livello di "responsabilità sociale" del movimento cooperativo, il loro impegno per il territorio. Chiediamo ai nostri produttori uno sforzo di organizzazione e di aggregazione, alla grande distribuzione di aiutarci a valorizzare la produzione locale. Sono due mondi che devono dialogare di più, con l'aiuto delle istituzioni locali e delle associazioni di settore. Ringaziamo i dirigenti di queste grandi realtà cooperative per la grande disponibilità e per le preziose indicazioni offerte».
Gli incontri hanno anche lo scopo di vagliare le possibilità di organizzare campagne di comunicazione e di promozione dei prodotti della Val di Cornia, la cui qualità (carciofo, spinacio, melone) sono universalmente riconosciute. Su questo il presidente del Circondario organizzerà nei prossimi giorni incontri con Regione, Provincia, la Camera di Commercio, le Assocategorie.
Appuntamenti concertati con l'assessore provinciale all'agricoltura Paolo Pacini. Hanno partecipato l'assessore di Suvereto Giorgio Margotti e Pier Paolo Pasquini,, con i quali il presidente del Circondario e sindaco di Suvereto Giampaolo Pioli intende approfondire le possibilità di aumentare la quantità di produzione agricola che la Gdo (Grande distribuzione organizzata) è in grado di assorbire dal territorio. Lo scopo è quello di contribuire ad affrontare la crisi «profonda e drammatica dell'agricoltura, che rischia - come dice Pioli - di annientare letteralmente un settore strategico per il nostro territorio».
«Se con l'assessore Pacini stiamo lavorando per valorizzare in tutti i modi le produzioni di eccellenza e di qualità, il biologico, la filiera corta - prosegue Pioli - favorendo la conoscenza di questo settore da parte dei cittadini, creando occasioni di incontro, come quello dei giorni scorsi a Livorno tra produttori bio della Val di Cornia e i consumatori livornesi, dall'altro siamo consapevoli che i grandi numeri, le quantità capaci di salvare la nostra produzione, si fanno con la grande distribuzione».
Sia da parte della produzione organizzata in cooperativa (Terre dell'Etruria), sia dalla grande distribuzione (Unicoop Tirreno, ma nei prossimi giorni Pacini incontrerà i massimi livelli regionali di Conad), sono emerse indicazioni importanti. La prima è che l'eccessiva frammentazione delle aziende rende difficile il rapporto con la grande distribuzione. Esperienze come quella di Terre dell'Etruria, le cui quantità di conferimento sono aumentate, vanno sostenute ed estese. È necessario che i produttori si aggreghino, si coordinino per conferire prodotti di qualità e in quantità costanti. Su questo piano soggetti come le istituzioni locali e le associazioni di categoria devono giocare un ruolo attivo.
«Siamo consapevoli - sottolinea Pioli - che la Gdo segue una logica commerciale e aziendale, ma conosciamo anche il livello di "responsabilità sociale" del movimento cooperativo, il loro impegno per il territorio. Chiediamo ai nostri produttori uno sforzo di organizzazione e di aggregazione, alla grande distribuzione di aiutarci a valorizzare la produzione locale. Sono due mondi che devono dialogare di più, con l'aiuto delle istituzioni locali e delle associazioni di settore. Ringaziamo i dirigenti di queste grandi realtà cooperative per la grande disponibilità e per le preziose indicazioni offerte».
Gli incontri hanno anche lo scopo di vagliare le possibilità di organizzare campagne di comunicazione e di promozione dei prodotti della Val di Cornia, la cui qualità (carciofo, spinacio, melone) sono universalmente riconosciute. Su questo il presidente del Circondario organizzerà nei prossimi giorni incontri con Regione, Provincia, la Camera di Commercio, le Assocategorie.
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