Sicurezza
TRUFFE
Quattro in manette per usura
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Un posto di blocco dei carabinieriUsura e estorsione. Queste le accuse nei confronti di quattro persone, un elbano e tre napoletani, arrestate ieri dai carabinieri dell'Elba in collaborazione con gli uomini dell'arma di Napoli a conclusione di una lunga indagine che nel gennaio scorso aveva già portato all'arresto di Raffaele De Simone, imprenditore edile di 60 anni. Sono finiti in manette il figlio dell'imprenditore elbano, Vincenzo De Simone, 30 anni, residente a Portoferraio, un ex consigliere comunale di Forza Italia a Cercola, Ciro Sannino, 33 anni, insieme al fratello Vincenzo Sannino, 31 anni, e al padre Domenico Sannino, 56
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PORTOFERRAIO. Usura e estorsione. Queste le accuse nei confronti di quattro persone, un elbano e tre napoletani, arrestate ieri dai carabinieri dell'Elba in collaborazione con gli uomini dell'arma di Napoli a conclusione di una lunga indagine che nel gennaio scorso aveva già portato all'arresto di Raffaele De Simone, imprenditore edile di 60 anni.
Sono finiti in manette il figlio dell'imprenditore elbano, Vincenzo De Simone, 30 anni, residente a Portoferraio, un ex consigliere comunale di Forza Italia a Cercola, Ciro Sannino, 33 anni, insieme al fratello Vincenzo Sannino, 31 anni, e al padre Domenico Sannino, 56.
I tre componenti della famiglia Sannino sono stati rintracciati e arrestati dai carabinieri nella giornata di ieri, a Napoli. E ora si trovano nel carcere di Poggioreale. Vincenzo De Simone, invece, è agli arresti domiciliari a Portoferraio.
Per tutti e quattro la medesima accusa: usura e estorsione ai danni del titolare di un'azienda del settore edile dell'isola d'Elba, un uomo di 61 anni residente a Campo nell'Elba.
L'imprenditore nel 2007 si era rivolto a Raffaele De Simone per un prestito. Duecentomila euro necessari al costruttore per superare momentanee difficoltà economiche.
Ma quello che credeva essere un amico ben presto si era rivelato il suo peggiore incubo. Un girone infernale dal quale non riusciva più ad uscire perché per lui era impossibile saldare quel debito a causa di un tasso di interesse dell'8% al mese. Ogni 30 giorni la vittima era costretta a pagare 15mila euro che di fatto rappresentavano solo gli interessi. La cifra non estingueva mai il debito. E così l'uomo era arrivato a sborsare ai suoi aguzzini, nell'arco di tre anni di pressioni, qualcosa come 430mila euro, più del doppio del prestito iniziale.
Senza più un soldo, assediato dai creditori ai quali non riusciva a pagare i materiali utilizzati per le costruzioni, ma soprattutto preoccupato per quelle minacce neanche troppo velate, che riceveva dagli usurai alla fine l'uomo era sul punto di cedere.
Delle sue difficoltà, nell'ambiente delle costruzioni all'Elba, si erano accorti in molti. Già erano circolate voci su un giro di usura che stava mettendo in ginocchio un imprenditore locale. «Qualcuno è finito sotto usura», il ritornello più ricorrente. Voci che hanno convinto gli uomini dell'Arma a avviare un'indagine. Una volta individuata la vittima l'hanno avvicinata. Al sessantenne di Campo, a quel punto, non è rimasto che confessare tutto e chiedere aiuto ai militari denunciando i suoi aguzzini.
I carabinieri hanno prima rintracciato Raffaele De Simone. L'imprenditore è stato arrestato nel gennaio scorso proprio mentre stava per incassare l'ultimo assegno. Poi, grazie ad attente indagini che li hanno portati anche fuori dai confini elbani, nella regione d'origine dei De Simone, sono riusciti a risalire ai suoi complici. Anzitutto il figlio, Vincenzo, arrestato all'Elba. E poi i tre esponenti della famiglia napoletana dei Sannino fermati e trasferiti in carcere a Napoli con la collaborazione dei militari della zona.
Sono finiti in manette il figlio dell'imprenditore elbano, Vincenzo De Simone, 30 anni, residente a Portoferraio, un ex consigliere comunale di Forza Italia a Cercola, Ciro Sannino, 33 anni, insieme al fratello Vincenzo Sannino, 31 anni, e al padre Domenico Sannino, 56.
I tre componenti della famiglia Sannino sono stati rintracciati e arrestati dai carabinieri nella giornata di ieri, a Napoli. E ora si trovano nel carcere di Poggioreale. Vincenzo De Simone, invece, è agli arresti domiciliari a Portoferraio.
Per tutti e quattro la medesima accusa: usura e estorsione ai danni del titolare di un'azienda del settore edile dell'isola d'Elba, un uomo di 61 anni residente a Campo nell'Elba.
L'imprenditore nel 2007 si era rivolto a Raffaele De Simone per un prestito. Duecentomila euro necessari al costruttore per superare momentanee difficoltà economiche.
Ma quello che credeva essere un amico ben presto si era rivelato il suo peggiore incubo. Un girone infernale dal quale non riusciva più ad uscire perché per lui era impossibile saldare quel debito a causa di un tasso di interesse dell'8% al mese. Ogni 30 giorni la vittima era costretta a pagare 15mila euro che di fatto rappresentavano solo gli interessi. La cifra non estingueva mai il debito. E così l'uomo era arrivato a sborsare ai suoi aguzzini, nell'arco di tre anni di pressioni, qualcosa come 430mila euro, più del doppio del prestito iniziale.
Senza più un soldo, assediato dai creditori ai quali non riusciva a pagare i materiali utilizzati per le costruzioni, ma soprattutto preoccupato per quelle minacce neanche troppo velate, che riceveva dagli usurai alla fine l'uomo era sul punto di cedere.
Delle sue difficoltà, nell'ambiente delle costruzioni all'Elba, si erano accorti in molti. Già erano circolate voci su un giro di usura che stava mettendo in ginocchio un imprenditore locale. «Qualcuno è finito sotto usura», il ritornello più ricorrente. Voci che hanno convinto gli uomini dell'Arma a avviare un'indagine. Una volta individuata la vittima l'hanno avvicinata. Al sessantenne di Campo, a quel punto, non è rimasto che confessare tutto e chiedere aiuto ai militari denunciando i suoi aguzzini.
I carabinieri hanno prima rintracciato Raffaele De Simone. L'imprenditore è stato arrestato nel gennaio scorso proprio mentre stava per incassare l'ultimo assegno. Poi, grazie ad attente indagini che li hanno portati anche fuori dai confini elbani, nella regione d'origine dei De Simone, sono riusciti a risalire ai suoi complici. Anzitutto il figlio, Vincenzo, arrestato all'Elba. E poi i tre esponenti della famiglia napoletana dei Sannino fermati e trasferiti in carcere a Napoli con la collaborazione dei militari della zona.
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