Gioco
LA STORIA
Con il blog di Galyala cucina italiana per le donne russe
Francesca Lenzi
«Per imparare la lingua italiana ho letto tantissimo, soprattutto classici che già conoscevo in russo: I tre moschettieri, Il mastino di Baskerville, e poi Mark Twain, Hemingway, Umberto Eco, oltre ovviamente ai romanzi russi. Non ho mai aperto un testo di grammatica, e forse si sente»
3 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. «Per imparare la lingua italiana ho letto tantissimo, soprattutto classici che già conoscevo in russo: I tre moschettieri, Il mastino di Baskerville, e poi Mark Twain, Hemingway, Umberto Eco, oltre ovviamente ai romanzi russi. Non ho mai aperto un testo di grammatica, e forse si sente».
No, non si sente affatto, è la risposta spontanea, solo apparentemente rassicurante, in realtà sincera e convinta.
Galya Danilova, splendida 46enne, originaria di San Pietroburgo, esercita un naturale fascino, frutto di un'innata eleganza, unita ad una riservatezza istintiva che si scioglie a poco a poco quando inizia a parlare della propria vita e delle proprie passioni.
Laureata all'Accademia di tecnologia e design di San Pietroburgo, lavora da tre anni in una fabbrica di abbigliamento, come dirigente del reparto produzioni, quando nel 1991 conosce e si innamora di Giorgio, suo marito dal '99. Dopo soggiorni più o meno brevi, attraverso visti turistici, arriva a trasferirsi definitivamente a Piombino, lavorando dapprima come stagionale all'isola d'Elba, poi call center, infine guida turistica, professione amatissima da Galya, amante dell'arte e della storia italiana. Dopo alcuni corsi di informatica, grazie ai quali si è conquistata le prime amicizie italiane, viene assunta, come interprete, alla Lucchini, per interviste, riunioni, consulenze; un impiego appagante e avvincente, durato sino a un paio di mesi fa.
L'amore ha portato Galya in Italia, lontano da una terra amata, in cui stava bene. Un paese, la Russia, al quale è rimasta profondamente legata, come dimostrano gli interessi che l'appassionano: la cucina e la fotografia.
Sulla pagina personale di "Vkontakte", social network simile a Facebook, attivo in Russia, Bielorussia e Ucraina, e poi sul blog (http://galya1963.livejournal.com), Galya ha iniziato a postare ricette della cucina italiana (saltimbocca alla romana, cozze ripiene, gamberoni in lardo di colonnata, ecc.), corredate da foto, inserite per illustrarne la procedura. «Ora la gente viaggia molto in paesi stranieri, dove i cibi sono sempre diversi. Credo però manchi una vera consapevolezza della cucina legata ai luoghi».
Obiettivo che Galya riesce a centrare, presentando piatti tipici della nostra gastronomia, accompagnati da informazioni, curiosità e immagini sulla storia, cultura e natura italica.
La fotografia rappresenta appunto la seconda passione, fortemente legata alla prima. «Vedendo altri blog e pagine dedicate alla cucina, mi sono resa conto di essere ancora una dilettante soprattutto riguardo alle presentazioni dei cibi. Adesso sto cercando di dare un senso più artistico e "appetibile" alle foto, usando pure una lampada alogena. Mi sono anche fatta regalare una reflex, che ancora - purtroppo - non so usare».
Il fascino che l'Italia esercita su Galya non si ferma all'arte culinaria. Dopo aver letto in un romanzo la descrizione di Piombino come luogo triste e lugubre, ha iniziato a realizzare una sorta di reportage (anch'essi pubblicati su internet) delle zone della Val di Cornia, e non solo, con l'intenzione di far conoscere le bellezze locali (Scarlino, Bolgheri, Castiglione della Pescaia, ecc).
«Adoro i paesini, le città d'arte, Venezia, Firenze, uno scrigno da riscoprire, così diversa dalle ampie prospettive architettoniche che conoscevo. E amo la natura, esplosiva, piena di colori, distante dalla realtà altrettanto bella, ma più tranquilla, delle nazioni del nord». È la curiosità il primo impulso a muovere Galya, dalla cucina alla cultura, dall'attualità alla storia.
E se di San Pietroburgo le mancano «gli amici, i sabato a teatro, le mostre», l'Italia l'affascina per i suoi riti, e per la mentalità delle persone: «Sono attirata dalla vostra capacità di guidare la vita, assaporandola attraverso i piaceri che offre».
Galya, sguardo fiero e riservato, felicemente confuso tra raffinatezza e semplicità, vive una sorta di invidiabile dualismo: «Non rinuncerò mai alla mia appartenenza alla Russia, ma qui non smetto mai di meravigliarmi della bellezza della natura».
No, non si sente affatto, è la risposta spontanea, solo apparentemente rassicurante, in realtà sincera e convinta.
Galya Danilova, splendida 46enne, originaria di San Pietroburgo, esercita un naturale fascino, frutto di un'innata eleganza, unita ad una riservatezza istintiva che si scioglie a poco a poco quando inizia a parlare della propria vita e delle proprie passioni.
Laureata all'Accademia di tecnologia e design di San Pietroburgo, lavora da tre anni in una fabbrica di abbigliamento, come dirigente del reparto produzioni, quando nel 1991 conosce e si innamora di Giorgio, suo marito dal '99. Dopo soggiorni più o meno brevi, attraverso visti turistici, arriva a trasferirsi definitivamente a Piombino, lavorando dapprima come stagionale all'isola d'Elba, poi call center, infine guida turistica, professione amatissima da Galya, amante dell'arte e della storia italiana. Dopo alcuni corsi di informatica, grazie ai quali si è conquistata le prime amicizie italiane, viene assunta, come interprete, alla Lucchini, per interviste, riunioni, consulenze; un impiego appagante e avvincente, durato sino a un paio di mesi fa.
L'amore ha portato Galya in Italia, lontano da una terra amata, in cui stava bene. Un paese, la Russia, al quale è rimasta profondamente legata, come dimostrano gli interessi che l'appassionano: la cucina e la fotografia.
Sulla pagina personale di "Vkontakte", social network simile a Facebook, attivo in Russia, Bielorussia e Ucraina, e poi sul blog (http://galya1963.livejournal.com), Galya ha iniziato a postare ricette della cucina italiana (saltimbocca alla romana, cozze ripiene, gamberoni in lardo di colonnata, ecc.), corredate da foto, inserite per illustrarne la procedura. «Ora la gente viaggia molto in paesi stranieri, dove i cibi sono sempre diversi. Credo però manchi una vera consapevolezza della cucina legata ai luoghi».
Obiettivo che Galya riesce a centrare, presentando piatti tipici della nostra gastronomia, accompagnati da informazioni, curiosità e immagini sulla storia, cultura e natura italica.
La fotografia rappresenta appunto la seconda passione, fortemente legata alla prima. «Vedendo altri blog e pagine dedicate alla cucina, mi sono resa conto di essere ancora una dilettante soprattutto riguardo alle presentazioni dei cibi. Adesso sto cercando di dare un senso più artistico e "appetibile" alle foto, usando pure una lampada alogena. Mi sono anche fatta regalare una reflex, che ancora - purtroppo - non so usare».
Il fascino che l'Italia esercita su Galya non si ferma all'arte culinaria. Dopo aver letto in un romanzo la descrizione di Piombino come luogo triste e lugubre, ha iniziato a realizzare una sorta di reportage (anch'essi pubblicati su internet) delle zone della Val di Cornia, e non solo, con l'intenzione di far conoscere le bellezze locali (Scarlino, Bolgheri, Castiglione della Pescaia, ecc).
«Adoro i paesini, le città d'arte, Venezia, Firenze, uno scrigno da riscoprire, così diversa dalle ampie prospettive architettoniche che conoscevo. E amo la natura, esplosiva, piena di colori, distante dalla realtà altrettanto bella, ma più tranquilla, delle nazioni del nord». È la curiosità il primo impulso a muovere Galya, dalla cucina alla cultura, dall'attualità alla storia.
E se di San Pietroburgo le mancano «gli amici, i sabato a teatro, le mostre», l'Italia l'affascina per i suoi riti, e per la mentalità delle persone: «Sono attirata dalla vostra capacità di guidare la vita, assaporandola attraverso i piaceri che offre».
Galya, sguardo fiero e riservato, felicemente confuso tra raffinatezza e semplicità, vive una sorta di invidiabile dualismo: «Non rinuncerò mai alla mia appartenenza alla Russia, ma qui non smetto mai di meravigliarmi della bellezza della natura».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
