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Elba, odiessea sul bus quattro ore per attraversarla

Elba, odiessea sul bus quattro ore per attraversarla

Tempi di percorrenza eccessivamente lunghi, pochi collegamenti tra i diversi paesi dell'isola, coincidenze a volte proibitive e pochi servizi, a cominciare dalle pensiline per l'attesa del bus, per l'utenza. E poi all'Elba ci si chiede perché la maggior parte dei residenti, ma anche dei turisti, preferisce usare l'auto

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PORTOFERRAIO. Tempi di percorrenza eccessivamente lunghi, pochi collegamenti tra i diversi paesi dell'isola, coincidenze a volte proibitive e pochi servizi, a cominciare dalle pensiline per l'attesa del bus, per l'utenza. E poi all'Elba ci si chiede perché la maggior parte dei residenti, ma anche dei turisti, preferisce usare l'auto. Basta fermarsi qualche minuto sul piazzale dell'Atl in viale Elba per capire quali sono i problemi. Ma cambiare si può. O almeno a questo stanno lavorando le amministrazioni locali con l'Unione dei Comuni in testa.

A soffrire di più di limiti del trasporto pubblico locale sono gli studenti delle superiori. Per chi sta a Cavo, Rio Marina, Pomonte, Marciana o Lacona la sveglia, la mattina, suona tra le 5 e le 6. Doccia, colazione, zaino in spalla e via, sull'autobus spesso sovraffollato, per quasi un'ora e mezzo di viaggio. Stessa scena cinque ore dopo: finite le lezioni un'altra ora e mezza di autobus. E non va meglio a chi si sposta sul territorio per lavoro o altre esigenze. Raggiungere Portoferraio non è difficile. Ma se a qualcuno viene in mente di partire da Pomonte per arrivare a Cavo deve mettere in conto almeno quattro ore di viaggio (soste comprese in attesa delle coincidenze). Eppure in auto i 52 chilometri che separano le due località si percorrono tranquillamente in poco più di un'ora.

Il tragitto Pomonte- Cavo è, ovviamente un caso limite. Ma di situazioni di questo tipo ce ne sono altre. Così gli enti locali, in vista del nuovo bando per l'assegnazione del trasporto pubblico locale, hanno deciso di puntare i piedi con la Provincia. «Abbiamo chiesto un tavolo di confronto qui all'Elba - spiega il presidente dell'Unione dei Comuni, Claudio Della Lucia - per discutere di come migliorare e incentivare il trasporto su gomma». Gli obiettivi sono due. «Anzitutto migliorare la qualità dei trasporti per gli elbani - spiega Della Lucia - in particolare per gli studenti. Poi dobbiamo intervenire sui collegamenti nel periodo estivo: le linee sono troppo "Portoferraio-centriche", ci sono pochi collegamenti tra i paesi». Insomma il sistema è vecchio «e va rinnovato rispetto alle nuove esigenze del territorio che ambisce a ridurre la presenza di auto».

L'organizzazione del trasporto pubblico è regolata da un contratto di servizio tra Atl (attuale gestore) e Provincia (che stabilisce i servizi da fare e eroga, di conseguenza, le risorse finanziarie). Ecco perché è alla Provincia che i Comuni si rivolgono.

«Da parte nostra - spiega Bruno Bastogi di Atl - c'è la massima disponibilità a ridisegnare i servizi. Ci preoccupa di più un potenziamento là dove non venisse accompagnato da adeguate risorse. E' vero che i servizi sull'isola sono datati: in pochi utilizzano il mezzo pubblico, di fatto solo gli studenti d'inverno e quasi esclusivamente i turisti d'estate».

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