Attenzione
pensione di 265 euro
Sei carcinomi, per l'Asl non è invalida al 100%
Paolo Federighi
◗
Paola PuntaPaola Punta, 60 anni, è originaria di Domodossola, ma da 33 anni vive a San Vincenzo. Da alcuni anni detiene un primato del quale avrebbe volentieri fatto a meno. Paola è infatti una delle poche persone al mondo ad avere avuto sei carcinomi primari senza alcuna metastasi
3 MINUTI DI LETTURA
SAN VINCENZO. Paola Punta, 60 anni, è originaria di Domodossola, ma da 33 anni vive a San Vincenzo. Da alcuni anni detiene un primato del quale avrebbe volentieri fatto a meno. Paola è infatti una delle poche persone al mondo ad avere avuto sei carcinomi primari senza alcuna metastasi. Fino ad un po' di tempo fa condivideva questo primato con un giapponese di Hiroshima, il quale, sotto l'effetto delle radiazioni successive all'esplosione dell'atomica, aveva avuto anch'egli sei carcinomi senza metastasi.
L'uomo è recentemente morto all'età di 90 anni. I pochi casi di questo tipo sono collegati proprio all'esposizione a radiazioni, ma Paola è un caso ancora più unico proprio perché le radiazioni non c'entrano.
I medici cercano di capirne la cause, ma, al momento, tutto è ancora privo di spiegazione.
Paola Punta ha lavorato per molti anni come mosaicista, ma ha dovuto cessare l'attività al presentarsi delle prime malattie.
Adesso vive in una piccola casa sulle colline di San Vincenzo. Ogni mese riceve 265 euro. E' l'unica sua entrata. Dopo una recente visita da parte di una commissione medica dell'Asl «della quale non posso davvero dire molto di buono, soprattutto per ciò che concerne la gentilezza e l'umanità», dice, la sua percentuale di invalidità è stata portata dal 74% all'80%. Una manciata di euro in più. Sei carcinomi non sono stati sufficienti a ottenere il 100%. Paola, prossimamente, si sottoporrà a una Tac che determinerà la data della sua prossima operazione: due nuovi carcinomi, uno a un seno e l'altro ai polmoni. «Credo che sarò operata nel periodo di Pasqua. Mi ricostruiranno il torace. Non ce la fanno proprio ad ammazzarmi! Prima l'altro seno, poi due volte alla vescica...Insomma, non hanno ancora capito, lassù, che sono un osso duro»?, dice scherzando.
«Ho parlato della mia situazione con un avvocato di Roma, il quale mi ha suggerito di farmi assistere da un patronato. Devo comunque attendere la prossima operazione per poter sperare di avere il 100%. I reni, tra l'altro, non sono ancora ben cicatrizzati. Spero che dopo l'operazione l'Associazione invalidi civili possa prendersi cura del mio caso».
«Ho un primato eccezionale, no?!" - dice ancora scherzando Paola - E' come se nascessero nel mio corpo tumori sempre nuovi».
Al momento, Paola, i cui familiari vivono a Domodossola, a San Vincenzo ha molti amici che le stanno vicini e che la aiutano quotidianamente. A vederla, è una bella donna di sessant'anni con un carattere incredibilmente forte, un'ironia e un umorismo che sempre la accompagnano.
«E' da anni, ormai, che vedo solo il bianco degli ospedali. E non è un gran bel vedere», dice. Poi conclude: «Con 265 euro al mese non si vive molto tranquillamente, e non è possibile che a una persona nella mia situazione non venga riconosciuto il 100% di invalidità: quanti altri "primati mondiali" simili servono ancora?».
L'uomo è recentemente morto all'età di 90 anni. I pochi casi di questo tipo sono collegati proprio all'esposizione a radiazioni, ma Paola è un caso ancora più unico proprio perché le radiazioni non c'entrano.
I medici cercano di capirne la cause, ma, al momento, tutto è ancora privo di spiegazione.
Paola Punta ha lavorato per molti anni come mosaicista, ma ha dovuto cessare l'attività al presentarsi delle prime malattie.
Adesso vive in una piccola casa sulle colline di San Vincenzo. Ogni mese riceve 265 euro. E' l'unica sua entrata. Dopo una recente visita da parte di una commissione medica dell'Asl «della quale non posso davvero dire molto di buono, soprattutto per ciò che concerne la gentilezza e l'umanità», dice, la sua percentuale di invalidità è stata portata dal 74% all'80%. Una manciata di euro in più. Sei carcinomi non sono stati sufficienti a ottenere il 100%. Paola, prossimamente, si sottoporrà a una Tac che determinerà la data della sua prossima operazione: due nuovi carcinomi, uno a un seno e l'altro ai polmoni. «Credo che sarò operata nel periodo di Pasqua. Mi ricostruiranno il torace. Non ce la fanno proprio ad ammazzarmi! Prima l'altro seno, poi due volte alla vescica...Insomma, non hanno ancora capito, lassù, che sono un osso duro»?, dice scherzando.
«Ho parlato della mia situazione con un avvocato di Roma, il quale mi ha suggerito di farmi assistere da un patronato. Devo comunque attendere la prossima operazione per poter sperare di avere il 100%. I reni, tra l'altro, non sono ancora ben cicatrizzati. Spero che dopo l'operazione l'Associazione invalidi civili possa prendersi cura del mio caso».
«Ho un primato eccezionale, no?!" - dice ancora scherzando Paola - E' come se nascessero nel mio corpo tumori sempre nuovi».
Al momento, Paola, i cui familiari vivono a Domodossola, a San Vincenzo ha molti amici che le stanno vicini e che la aiutano quotidianamente. A vederla, è una bella donna di sessant'anni con un carattere incredibilmente forte, un'ironia e un umorismo che sempre la accompagnano.
«E' da anni, ormai, che vedo solo il bianco degli ospedali. E non è un gran bel vedere», dice. Poi conclude: «Con 265 euro al mese non si vive molto tranquillamente, e non è possibile che a una persona nella mia situazione non venga riconosciuto il 100% di invalidità: quanti altri "primati mondiali" simili servono ancora?».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
