Sicurezza
ACCIAIERIE
Addio ai Lucchini, è la fine di un'epoca
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La Lucchini e sotto Mirko Lami della FiomL'acquisizione da parte della Severstal della quota del 20,2% in dote alla famiglia Lucchini, da giorni data per fatta negli ambienti economici, è ormai ufficiale. A dare per conclusa la transazione è stata la stessa azienda russa in una nota diffusa ieri mattina. Con l'accordo Severstal ottiene uno sconto di circa 60 milioni, dato che ad aprile sarebbe scattata un'opzione di put che avrebbe permesso ai Lucchini di cedere le quote restanti
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PIOMBINO. L'acquisizione da parte della Severstal della quota del 20,2% in dote alla famiglia Lucchini, da giorni data per fatta negli ambienti economici, è ormai ufficiale. A dare per conclusa la transazione è stata la stessa azienda russa in una nota diffusa ieri mattina. Con l'accordo Severstal ottiene uno sconto di circa 60 milioni, dato che ad aprile sarebbe scattata un'opzione di put che avrebbe permesso ai Lucchini di cedere le quote restanti al prezzo, fuori mercato, di 160 milioni di euro.
L'affare nega, salvo clamorosi colpi di scena, il ritorno della famiglia bresciana in sella allo stabilimento piombinese, la cui cessione potrebbe avvenire con tempi più lunghi rispetto a quanto era stato annunciato. Un'uscita di scena che ha lasciato un pizzico d'amaro in bocca a Giuseppe Lucchini, come spiega la sua lettera ai dipendenti pubblicata in questa pagina.
L'accordo non è servito tuttavia a sciogliere le incertezze sulla cessione dello stabilimento.
«Restiamo in attesa di ulteriori evoluzioni - ha commentato il sindaco Gianni Anselmi - l'affare con la famiglia Lucchini era una necessità di Severstal che pare stia preparando un deconsolidamento della presenza nel gruppo Lucchini scendendo sotto il 50% di partecipazione. Si apre dunque la possibilità di una permanenza dei russi che aprirebbero a un partner strategico. Quello che auspichiamo è l'ingresso di un partner che abbia un'idea chiara di cosa fare dello stabilimento di Piombino e non assuma una posizione conservativa, ma lavori per lo sviluppo e l'innovazione dell'acciaieria. A parità di progetto industriale sarebbe preferibile l'ingresso di un soggetto italiano».
L'acquisizione delle quote restanti da parte di Severstal non cancella la preoccupazione dei sindacati. «Il quadro resta intrigato e gli scenari possibili sono parecchi - spiega Mirko Lami, coordinatore Fiom delle Rsu Lucchini - Severstal potrebbe vendere la totalità delle quote, cedere solo una parte e scendere sotto il 50% delle azioni. L'unica cosa certa è che, eliminato il problema del put, Severstal ha più tempo per vendere. Ma più si prolungano i tempi, maggiori sono i rischi per lo stabilimento e per i lavoratori. Per questo dobbiamo restare vigili su temi importanti come la tutela della sicurezza e la salvaguardia degli impianti».
«Con l'accordo i tempi si allungano, la cessione non sarà effettuata prima di giugno - aggiunge Fausto Fagioli, segretario Fim - tutte le ipotesi sono aperte, compreso l'ingresso dei grossi gruppi industriali e finanziari apparsi in questi giorni sulla stampa. La nostra linea resta la stessa, prima vediamo i piani industriali e poi scegliamo l'acquirente».
In ballo per l'acquisizione delle quote del gruppo industriale ci sarebbero operatori di private equity e fondi internazionali, oltre ai gruppi industriali Arcelor Mittal e Tata Steel. «Ormai non mi soprende più niente - spiega il segretario Uilm, Vincenzo Renda - aspettiamo l'intervento del ministero che ha confermato che ci convocherà prima della cessione. Vogliamo essere certi di poter tutelare i lavoratori e la fabbrica, potendo scegliere l'acquirente in base al progetto industriale proposto».
Luca Centini ALTRO SERVIZIO A PAG. 11
L'affare nega, salvo clamorosi colpi di scena, il ritorno della famiglia bresciana in sella allo stabilimento piombinese, la cui cessione potrebbe avvenire con tempi più lunghi rispetto a quanto era stato annunciato. Un'uscita di scena che ha lasciato un pizzico d'amaro in bocca a Giuseppe Lucchini, come spiega la sua lettera ai dipendenti pubblicata in questa pagina.
L'accordo non è servito tuttavia a sciogliere le incertezze sulla cessione dello stabilimento.
«Restiamo in attesa di ulteriori evoluzioni - ha commentato il sindaco Gianni Anselmi - l'affare con la famiglia Lucchini era una necessità di Severstal che pare stia preparando un deconsolidamento della presenza nel gruppo Lucchini scendendo sotto il 50% di partecipazione. Si apre dunque la possibilità di una permanenza dei russi che aprirebbero a un partner strategico. Quello che auspichiamo è l'ingresso di un partner che abbia un'idea chiara di cosa fare dello stabilimento di Piombino e non assuma una posizione conservativa, ma lavori per lo sviluppo e l'innovazione dell'acciaieria. A parità di progetto industriale sarebbe preferibile l'ingresso di un soggetto italiano».
L'acquisizione delle quote restanti da parte di Severstal non cancella la preoccupazione dei sindacati. «Il quadro resta intrigato e gli scenari possibili sono parecchi - spiega Mirko Lami, coordinatore Fiom delle Rsu Lucchini - Severstal potrebbe vendere la totalità delle quote, cedere solo una parte e scendere sotto il 50% delle azioni. L'unica cosa certa è che, eliminato il problema del put, Severstal ha più tempo per vendere. Ma più si prolungano i tempi, maggiori sono i rischi per lo stabilimento e per i lavoratori. Per questo dobbiamo restare vigili su temi importanti come la tutela della sicurezza e la salvaguardia degli impianti».
«Con l'accordo i tempi si allungano, la cessione non sarà effettuata prima di giugno - aggiunge Fausto Fagioli, segretario Fim - tutte le ipotesi sono aperte, compreso l'ingresso dei grossi gruppi industriali e finanziari apparsi in questi giorni sulla stampa. La nostra linea resta la stessa, prima vediamo i piani industriali e poi scegliamo l'acquirente».
In ballo per l'acquisizione delle quote del gruppo industriale ci sarebbero operatori di private equity e fondi internazionali, oltre ai gruppi industriali Arcelor Mittal e Tata Steel. «Ormai non mi soprende più niente - spiega il segretario Uilm, Vincenzo Renda - aspettiamo l'intervento del ministero che ha confermato che ci convocherà prima della cessione. Vogliamo essere certi di poter tutelare i lavoratori e la fabbrica, potendo scegliere l'acquirente in base al progetto industriale proposto».
Luca Centini ALTRO SERVIZIO A PAG. 11
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