La manifestazione
LAVORI PUBBLICI
Solai pericolanti nelle case popolari
Valentina Landucci
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Le crepe nei solai degli appartamentiSolai pericolanti, mattonelle che saltano via dalle pareti del bagno, cornicioni in cemento armato che perdono pezzi e buche pericolose negli spazi esterni, di fronte alle palazzine. Questa la situazione con la quale convivono da mesi i residenti delle case popolari di Albereto. Ma forse, dopo decine di lettere e qualche protesta, è vicina la svolta
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PORTOFERRAIO. Solai pericolanti, mattonelle che saltano via dalle pareti del bagno, cornicioni in cemento armato che perdono pezzi e buche pericolose negli spazi esterni, di fronte alle palazzine. Questa la situazione con la quale convivono da mesi i residenti delle case popolari di Albereto. Ma forse, dopo decine di lettere e qualche protesta, è vicina la svolta.
Ieri mattina ai due caseggiati dove vivono 37 famiglie di Portoferraio, perlopiù di anziani, hanno fatto visita il sindaco, Roberto Peria, con l'assessore al sociale Cosetta Pellegrini, e i vertici di Casalp. I lavori di ristrutturazione sono stati appaltati: 115mila euro circa per sistemare le facciate e intervenire per la messa in sicurezza degli edifici vecchi ormai di 35 anni. Una cifra che non riuscirà a risolvere tutti i problemi, soprattutto quelli relativi agli spazi esterni, ma quanto meno eviterà il protrarsi di situazioni di pericolo.
A cominciare dai solai, in particolare quelli della palazzina che guarda verso la provinciale per l'Enfola. Basta fare un giro nello scantinato per rendersi conto che la copertura rischia di cedere per colpa dell'usura e forse delle infiltrazioni. I mattoni sono spaccati e i resti sono sparsi sul pavimento della cantinetta. «Quando cammino in cucina, in casa mia - spiega una delle inquiline -ho sempre paura che venga giù il solaio. Di notte, con il silenzio senti anche gli scricchiolii».
I problemi riguardano anche il cemento armato sull'esterno dei due edifici. Le terrazze perdono i pezzi e dalle strutture in muratura escono fuori i pezzi arrugginiti dell'armatura in metallo. In alcuni appartamenti, poi, gli inquilini segnalano mattonelle spaccate a causa di presunti movimenti delle strutture portanti.
I lavori sugli edifici. «Gli interventi di messa in sicurezza - spiega il vice presidente di Casalp, Marco Macchioni - sono la priorità». Come spiegano i tecnici l'appalto appena assegnato - sulla base di un finanziamento regionale arrivato a gennaio - consentirà di rimettere in sesto i tetti, i solai, le facciate e gli impianti elettrici. «L'avvio degli interventi - continua Macchioni - è previsto per aprile ma prima convocheremo un incontro con tutti i residenti e la ditta che realizzerà i lavori per illustrare il programma». Le opere, al momento, non richiederanno il trasferimento degli inquilini in altre strutture «ma anche questo - spiegano i tecnici Casalp - sarà valutato di volta in volta».
Gli interventi esterni. Resta aperta, invece, la questione degli spazi esterni delle due palazzine adibiti a parcheggio e - per quanto completamente in abbandono - in aree verdi. Le richieste dei residenti, supportate dal sindaco, sono chiare: pavimentare l'area e attrezzarla per renderla più sicura e fruibile. Allo stato attuale i piazzali senza asfalto sono pieni di buche e, ad ogni temporale, si trasformano in un pantano. «Dobbiamo capire cosa fare - spiega Peria - se tamponare l'emergenza e basta o se, piuttosto, progettare un intervento generale di riqualificazione, duraturo nel tempo». Una seconda ipotesi che richiederà però almeno un anno per la progettazione, il recupero dei finanziamenti necessari e l'avvio dei lavori.
Ieri mattina ai due caseggiati dove vivono 37 famiglie di Portoferraio, perlopiù di anziani, hanno fatto visita il sindaco, Roberto Peria, con l'assessore al sociale Cosetta Pellegrini, e i vertici di Casalp. I lavori di ristrutturazione sono stati appaltati: 115mila euro circa per sistemare le facciate e intervenire per la messa in sicurezza degli edifici vecchi ormai di 35 anni. Una cifra che non riuscirà a risolvere tutti i problemi, soprattutto quelli relativi agli spazi esterni, ma quanto meno eviterà il protrarsi di situazioni di pericolo.
A cominciare dai solai, in particolare quelli della palazzina che guarda verso la provinciale per l'Enfola. Basta fare un giro nello scantinato per rendersi conto che la copertura rischia di cedere per colpa dell'usura e forse delle infiltrazioni. I mattoni sono spaccati e i resti sono sparsi sul pavimento della cantinetta. «Quando cammino in cucina, in casa mia - spiega una delle inquiline -ho sempre paura che venga giù il solaio. Di notte, con il silenzio senti anche gli scricchiolii».
I problemi riguardano anche il cemento armato sull'esterno dei due edifici. Le terrazze perdono i pezzi e dalle strutture in muratura escono fuori i pezzi arrugginiti dell'armatura in metallo. In alcuni appartamenti, poi, gli inquilini segnalano mattonelle spaccate a causa di presunti movimenti delle strutture portanti.
I lavori sugli edifici. «Gli interventi di messa in sicurezza - spiega il vice presidente di Casalp, Marco Macchioni - sono la priorità». Come spiegano i tecnici l'appalto appena assegnato - sulla base di un finanziamento regionale arrivato a gennaio - consentirà di rimettere in sesto i tetti, i solai, le facciate e gli impianti elettrici. «L'avvio degli interventi - continua Macchioni - è previsto per aprile ma prima convocheremo un incontro con tutti i residenti e la ditta che realizzerà i lavori per illustrare il programma». Le opere, al momento, non richiederanno il trasferimento degli inquilini in altre strutture «ma anche questo - spiegano i tecnici Casalp - sarà valutato di volta in volta».
Gli interventi esterni. Resta aperta, invece, la questione degli spazi esterni delle due palazzine adibiti a parcheggio e - per quanto completamente in abbandono - in aree verdi. Le richieste dei residenti, supportate dal sindaco, sono chiare: pavimentare l'area e attrezzarla per renderla più sicura e fruibile. Allo stato attuale i piazzali senza asfalto sono pieni di buche e, ad ogni temporale, si trasformano in un pantano. «Dobbiamo capire cosa fare - spiega Peria - se tamponare l'emergenza e basta o se, piuttosto, progettare un intervento generale di riqualificazione, duraturo nel tempo». Una seconda ipotesi che richiederà però almeno un anno per la progettazione, il recupero dei finanziamenti necessari e l'avvio dei lavori.
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