Il Tirreno

VIAGGI DIFFICILI

Caccia al tesoro per il biglietto

Francesca Barone
La macchinetta per la bigliettazione automatica è guasta
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La macchinetta per la bigliettazione automatica è guasta

Stazione di Piombino, istruzioni per l'uso. Come riuscire a procurarsi il biglietto del treno superando una serie di prove. Solo i migliori vinceranno, cioè coloro che riusciranno a decifrare i pochi messaggi sparsi per la stazione. La caccia al tesoro del viaggiatore parte proprio da via Carducci. Apro la porta e davanti a me la desolazione

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PIOMBINO. Stazione di Piombino, istruzioni per l'uso. Come riuscire a procurarsi il biglietto del treno superando una serie di prove. Solo i migliori vinceranno, cioè coloro che riusciranno a decifrare i pochi messaggi sparsi per la stazione. La caccia al tesoro del viaggiatore parte proprio da via Carducci. Apro la porta e davanti a me la desolazione.

Sulla sinistra, la vetrata della biglietteria oscurata da una serie di fogli bianchi. Panico. La biglietteria non esiste più. Alt. Trovato il primo indizio: sulla stesa bianca spicca una comunicazione delle Fs. Forse può indicarmi dove fare il biglietto. Leggo. "Avviso ai viaggiatori. Chiusura biglietteria di Piombino. Si informa la clientela che dal 20 dicembre 2004 la biglietteria chiude al pubblico fino a nuovo avviso. Per l'acquisto dei biglietti si possono utilizzare le macchine automatiche ubicate nell'atrio o il Pvt Tabaccheria Magnani in piazza Gramsci 2".

Che bellezza, un reperto storico, un avviso del 2004! Mi guardo intorno, ma non trovo comunicazioni più recenti. Però vedo lei. Per fortuna che c'è la macchinetta. Mi avvicino con soddisfazione. Eh no, troppo facile. La fessura per l'inserimento delle monete è tappata da un foglietto. "Guasta".

Una, ma l'altra? L'avviso parla di due macchine automatiche. Non mi resta che trovare la seconda. Nemmeno l'ombra. Ah, ho capito, probabilmente l'uso del plurale è solo un indizio ingannevole. Questa caccia al tesoro sta diventando davvero tosta. Un plauso alle Fs. Io però non mi arrendo. Proverò alla tabaccheria Magnani. Prima di uscire dalla stazione, però, noto una cosa. Mimetizzato tra vecchie comunicazioni e una grossa pubblicità degli anni Novanta, mi accorgo di lui: uno schermo elettronico con altre informazioni. E sono anche aggiornate... La data parla chiaro: 25/02/10. Speranzosa faccio scorrere i vari avvisi ai viaggiatori. Ecco: "punti vendita". Ben tre, che fortuna. Edicola in via Pisacane 91, tabaccheria Magnani in piazza Gramsci 2, bar della stazione. Lo sapevo che che c'era il trucco! Il biglietto ormai è a pochi passi da me, nel bar accanto. Ho parlato troppo presto. Il bar della stazione non tiene più i biglietti già da un bel po'. E meno male che lo schermo elettronico era aggiornato... Non mi resta che andare alla tabaccheria in piazza Gramsci. «Niente biglietti, - mi rispondono - abbiamo smesso di venderli circa quattro mesi fa». L'ultima opzione: l'edicola in via Pisacane. «Non c'è più, ha chiuso già da un po'», mi dicono alla tabaccheria. Ma allora è una congiura! Va bene la caccia al tesoro, ma di questo passo il treno partirà senza di me. Quando tutto sembra perduto, ecco arrivare l'ultimo indizio. «I biglietti del treno li fa l'agenzia Etruriatur, proprio qui davanti», mi suggerisce il tabaccaio. Pochi passi ormai mi separano dal mio tesoro. Sono le 12,25. Appena in tempo. L'agenzia sta per chiudere. La domanda nasce spontanea. «Perché all'interno della stazione sono segnalati tre punti vendita sbagliati, mentre non vi è alcuna traccia dell'unico esatto?». «Dipende dalla Ferservizi - mi spiega la ragazza dell'agenzia - Abbiamo sollecitato l'aggiornamento, ma stiamo ancora aspettando. Noi non siamo autorizzati ad affiggere alcun avviso».

Ma se, dopo tanto girare, l'agenzia fosse stata chiusa? Giustamente viene osservato un orario di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 e dalle 16 alle 19,30. Il sabato dalle 9 alle 12. La soluzione sarebbe rimasta una sola, fare il biglietto sul treno pagando 5€ di supplemento. Oltre il danno, la beffa. Ma si sa, non c'è una bella storia senza un lieto fine. Ci assicurano, niente supplemento per chi sale a Piombino. In fondo, anche i capotreno hanno un cuore.

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