Il Tirreno

Un progetto da 33 milioni

Metano all'Elba? Ora si può

Valentina Landucci
Il primo cittadino di Portoferraio Roberto Peria
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Il primo cittadino di Portoferraio Roberto Peria

La prima pietra? Al massimo tra due, tre anni. Parola di Roberto Peria. Per il sindaco di Portoferraio la rete del metano all'Elba è tutt'altro che un sogno nel cassetto. E la conferma sarebbe arrivata dal faccia a faccia di lunedì tra i primi cittadini elbani e l'assessore regionale, Anna Rita Bramerini

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PORTOFERRAIO. La prima pietra? Al massimo tra due, tre anni. Parola di Roberto Peria. Per il sindaco di Portoferraio la rete del metano all'Elba è tutt'altro che un sogno nel cassetto. E la conferma sarebbe arrivata dal faccia a faccia di lunedì tra i primi cittadini elbani e l'assessore regionale, Anna Rita Bramerini.
«Un incontro positivo - spiega Peria - dal quale anzitutto è emersa la fattibilità del progetto, che si traduce in un risparmio economico per cittadini e aziende dell'isola pari al 46% rispetto al costo attuale dei rifornimenti energetici tramite gpl ed elettricità». Insomma a fronte di una spesa media per famiglia che si aggira sui mille e 100 euro annui con la rete del gas metano gli elbani andrebbero a risparmiare qualcosa come 500 euro l'anno. A confermare questa ipotesi ci sono i numeri messi insieme dal Cet (il Consorzio energia Toscana) nell'ambito di uno studio sulla metanizzazione dell'Elba commissionato dalla Regione. Sull'isola ci sarebbero non meno di 24mila utenze, cioè potenziali utenti del servizio di erogazione di gas metano. Un guadagno assicurato per l'eventuale soggetto attuatore del progetto che dovrebbe mettere in campo qualcosa come 33milioni di euro per la costruzione della rete principale e secondaria dell'impianto. A portare il gas all'Elba, infatti, già ci pensa Galsi. L'azienda, che ha in mano tutte le autorizzazioni per la costruzione del maxi gasdotto tra l'Algeria e Piombino, ha l'onere - nell'ambito delle opere di compensazione - di realizzare anche la condotta sottomarina tra Piombino e Portoferraio. «La condotta - spiega Peria - arriverà nella zona delle Antiche Saline e da qui dovrà partire il sistema di distribuzione per la cui realizzazione i Comuni elbani dovranno scegliere tra tre diverse ipotesi: costruire la rete in proprio e beneficiare, successivamente, degli introiti dalla vendita del gas, finanziarla parzialmente insieme al soggetto che vincerà la gara per costruirla, o affidare l'intera realizzazione a un soggetto privato attraverso un sistema di project financing». Per Peria è quest'ultima ipotesi la più praticabile. «Ma saranno i singoli Comuni - continua - a decidere autonomamente». Intanto la Regione ha chiesto alle amministrazioni comunali di aderire formalmente al progetto con una delibera (di giunta o di consiglio) da approvare entro marzo. Dopo di che la macchina della progettazione si metterà in moto.

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